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Inpgi, Conte apre tavolo tecnico su crisi. Macelloni: avvio positivo. Prossimo incontro il 13 febbraio

Si è aperto ieri nel tardo pomeriggio il tavolo tecnico convocato dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi sulla situazione dell’Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti, che versa in una grave crisi e su cui pesa il rischio di commissariamento se entro il 30 giugno prossimo non saranno trovate soluzioni per la sua messa in sicurezza.

La riunione ha visto la partecipazione, insieme al presidente del Consiglio, del sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella, del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, del sottosegretario al Lavoro, Francesca Puglisi, oltre alla presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, accompagnata dal direttore generale, Mimma Iorio.

Si è trattato di un incontro di avvio, ma definito dalla presidente Macelloni “molto positivo”, durante il quale “è stato ribadito che le criticità del bilancio dell’lnpgi derivano esclusivamente dalla crisi strutturale dell’editoria che ha provocato l’emorragia di iscritti e contributi”.
Da Palazzo Chigi si sottolinea che “i partecipanti hanno condiviso l’obiettivo di monitorare e accompagnare, con il supporto di tutte le amministrazioni interessate, il processo che deve condurre alla messa in sicurezza delle prestazioni previdenziali dei giornalisti”.

(Dati Inpgi)

Sarà nel corso delle prossime riunioni (il primo di questi incontri sarebbe stato fissato per giovedì 13 febbraio) che si entrerà nel merito e “saranno individuate le soluzioni per garantire la sostenibilità futura della previdenza dei giornalisti”, come sottolinea Macelloni. Tra queste c’è anche l’allargamento della platea degli iscritti ai comunicatori, già previsto dal 2023, e insieme a loro di tutti coloro che lavorano nel mondo dell’informazione.

E’ noto che per il vertice dell’Inpgi quest’ultima è la soluzione più opportuna e fisiologica, anche se fortemente contrastata da una parte consistente dei comunicatori. Il modello della previdenza privata “finora ha funzionato benissimo – afferma Macelloni . Ora occorre rendere questo modello più aderente alla realtà del lavoro che cambia”.

(Dati Inpgi)

Intanto alla vigilia dell’avvio del tavolo tecnico a Palazzo Chigi (più precisamente il 3 febbraio scorso), il consiglio d’amministrazione dell’istituto si è riunito per esaminare l’andamento della spesa sostenuta dall’ente per la disoccupazione e gli ammortizzatori sociali. Quanto emerge è che complessivamente Inpgi ha erogato 128 milioni di euro negli ultimi 5 anni per ammortizzatori sociali, somma che sale a 260 milioni di euro nel decennio 2009-2019. Più nel dettaglio, dal 2010, anno dal quale le aziende hanno fatto ricorso in modo massiccio ai prepensionamenti – sottolinea Inpgi – si è manifestata una progressiva crescita della spesa che ha raggiunto il suo apice nel 2016, con un aumento per gli assegni per cassa integrazione, in quell’anno, pari al 550% circa e con una crescita dei contratti di solidarietà nell’ordine del 700% circa.
Dal 2017 si registra invece una flessione delle richieste e dei costi complessivi, legata, spiega Inpgi, alla revisione della normativa in materia di riconoscimento in sede ministeriale degli stati di crisi aziendale, che ha fissato criteri di valutazione, circa la ricorrenza dei requisiti e dei presupposti per l’accertamento della crisi, decisamente più rigidi e aderenti alla realtà. In particolare si è eliminata la fattispecie della “crisi prospettica”, che consentiva anche alle imprese con bilanci tecnicamente non in rosso di accedere alle misure assistenziali anche solo in presenza di semplici “flessioni” degli indicatori contabili.

Anche la variazione del criterio di computo del quinquennio da prendere a riferimento per calcolare la durata massima dei trattamenti ha contribuito a ridurre il dilagare del fenomeno. “Per effetto del rientro del volume dei costi degli ammortizzatori nel loro complesso – continua Inpgi – la relativa gestione è ormai sotto controllo e presenta, un saldo positivo che genera un avanzo pari, nel 2018, ad euro 9,6 milioni, destinato – sulla base degli ultimi assestamenti contabili – ad incrementarsi ulteriormente nel 2019”.

(Dati Inpgi)