Libertà di stampa e giornalisti in carcere. Il monologo di Emma D’Aquino all’Ariston

Il tema della libertà di stampa arriva sul palco del Festival di Sanremo. Ad affrontarlo la giornalista Emma D’Aquino. “Quarantanove colleghi uccisi nel mondo lo scorso anno, dato più basso degli ultimi 16 anni”, ha detto, snocciolando i dati di Reporter Senza Frontiere. “Si muore in Siria, Yemen, Afghanistan, ma anche e soprattutto in paesi in pace dove la democrazia è consolidata da tempo. Il record assoluto è del Messico, con 10 uccisi solo nel 2019, ma voglio citare anche Malta e la Slovacchia”.

Allarmanti anche i dati sui giornalisti in carcere: “389 nel 2019, dietro e sbarre per avere tenuto la testa alta, per aver cercato la verità. E quasi la metà si trovano in tre Paesi, la Cina, l’Egitto, l’Arabia Saudita”.
“E i colleghi turchi e russi non lavorano proprio in ambiente sereno”, ha ricordato ancora D’Aquino.
Nella classifica mondiale della libertà di stampa l’Italia è al 43/o posto, ha sottolinea ancora, citando anche “i 19 colleghi che vivono sotto scorta” e coloro “che sono colpiti da querele temerarie, di cui solo il 10% ha un seguito giudiziario. E allora, ha concluso, voglio dirvi: non lasciateci soli. Perché come cantava Gaber, la libertà è partecipazione”.

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