Legge Olimpica, giovedì probabile ok dal Cdm. In bozza: nuovo Consiglio olimpico e Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026

Un Consiglio olimpico congiunto, formato da 15 rappresentanti, con funzioni di “indirizzo generale e di alta sorveglianza sull’attuazione del programma di realizzazione dei Giochi”; funzioni di Comitato organizzatore dei Giochi assegnate alla Fondazione Milano Cortina 2026, costituita lo scorso 9 dicembre, con compiti di “gestione, organizzazione, promozione, comunicazione degli eventi sportivi relativi ai Giochi, tenuto conto degli indirizzi generali del Consiglio Olimpico congiunto”; e soprattutto una nuova società denominata Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026 Spa, partecipata dai ministeri dell’Economia (35%), delle Infrastrutture (35%), dalle Regioni Lombardia (10%) e Veneto (10%), dalle Province autonome di Trento e Bolzano, col 5% ciascuna. E’ questo il quadro che emerge da una bozza della legge sui giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026, su cui sta lavorando il governo, con l’obiettivo di portare il testo per l’approvazione nel consiglio dei ministri già convocato per giovedì prossimo, alle 16. La bozza comprende anche le disposizioni per l’organizzazione e lo svolgimento delle Finali Atp Torino 2021-2015.

La sala del Consiglio dei ministri

La sala del Consiglio dei ministri

Compito di Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, secondo la bozza, sarà la “realizzazione, quale centrale di committenza e stazione appaltante” delle opere che saranno individuate con un separato decreto. Il suo capitale sociale ammonta a un milione di euro. Il cda sarà composto da 5 membri, 3 dei quali nominati dal ministero delle Infrastrutture di concerto con il Mef e l’autorità di governo competente in materia di sport, tra cui saranno scelti il presidente e l’amministratore delegato, e due nominati congiuntamente da Regione Lombardia, Veneto, e Province autonome di Trento e Bolzano. Al Cda potrà partecipare, ma senza diritto di voto, l’ad della Fondazione.

Si istituisce quindi presso l’Ufficio dello Sport un Forum per la sostenibilità e l’eredità olimpica, un organismo permanente “volto a tutelare l’eredità olimpica e a promuovere iniziative utili a valutare l’utilizzo a lungo termine delle infrastrutture realizzate per i Giochi”. Si prevede infine il potenziamento, anche della governance, dell’Istituto per il credito sportivo, che “istituisce con risorse proprie un apposito fondo speciale destinato al finanziamento di attività e interventi strumentali all’abbattimento delle barriere architettoniche e al potenziamento della sostenibilità ambientale delle infrastrutture sportive”.

Per quanto riguarda i 15 componenti del Consiglio olimpico congiunto, questi saranno espressione, con un rappresentante ciascuno, di Cio, Coni, Comitato paralimpico internazionale, Comitato paralimpico italiano, Comitato organizzatore, Infrastrutture Milano Cortina 2026, Forum per la sostenibilità, Ufficio dello sport, ministero degli Affari esteri, Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia autonoma di Trento, di Bolzano, Comune di Milano, di Cortina d’Ampezzo. Tra questi verranno eletti un presidente e due vice. Ai componenti del Consiglio olimpico congiunto non spettano compensi, nè gettoni comunque denominati

Sotto il profilo delle garanzie pubbliche, la bozza conferma quella dello Stato “fino ad un massimo complessivo” di circa 58 milioni, secondo quanto concordato a suo tempo, ovvero che lo Stato avrebbe partecipato alla garanzia solo in quota parte, insieme agli altri promotori (Regione Lombardia, Veneto, Milano, Cortina, Trento e Bolzano), per un settimo del totale. Quest’ultimo è valutato in circa 420 milioni di euro.

Tra le disposizioni tributarie si precisa che i proventi percepiti (a fondo perduto e nell’esercizio di attività commerciali) dal Comitato organizzatore, come pure i pagamenti verso Cio, Coni, Comitato paralimpico, internazionale e italiano, Cronometrista Ufficiale ed enti controllati, non concorreranno a formare reddito imponibile ai fini Ires.

Un articolo infine si occupa della titolarità e tutela delle proprietà olimpiche, ovvero simbolo, bandiera, motto, emblemi, inno e così via. Il loro uso è riservato esclusivamente a Cio, Coni, al Comitato organizzatore, alla società Infrastrutture ed ai soggetti autorizzati in forma scritta dal Cio. Il divieto di uso riguarda anche i segni che contengono, in qualsiasi lingua, riferimenti a olimpiadi o giochi olimpici, e si applica “in ogni caso” anche alle parole “Milano Cortina” (o Cortina d’Ampezzo) in combinazione con l’anno 2026, in ogni variante.

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