Dalla Rossa al giallo

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A 58 anni Daniele Bresciani scende in pista con il terzo romanzo, Anime trasparenti (Garzanti). Lo ha presentato ieri sera a Milano, in compagnia di Cochi (senza Renato) Ponzoni.

Che cosa accomuna il Responsabile dei contenuti nella comunicazione Ferrari all’attore e cabarettista della Canzone intelligente? Intanto l’atmosfera milanese, anche se vissuta con vent’anni di differenza: periferie, nebbie, non troppi soldi ma grande passione. Soprattutto per Ponzoni, che ricorda il clima di entusiasmo creativo creatosi negli anni Sessanta-Settanta intorno al bar Jamaica e al Derby, cabaret dove si esibiva con Pozzetto, Bruno Lauzi, Felice Andreasi. Ma c’è anche un aneddoto. Racconta Cochi: “Da bambino ero carino, con gli occhioni azzurri. Un giorno vado all’edicola con mio papà e mi si avvicina una signora elegante che mi propone di seguirla. Mi prende per mano e stiamo per salire su una macchina, con la portiera già aperta, quando mio padre se ne accorge, inizia a urlare e mi salva da quello che certamente doveva essere un rapimento”.

Nella foto, da sinistra: Giacomo Airoldi, Daniele Bresciani e Cochi
(Nella foto, da sinistra: Giacomo Airoldi, Daniele Bresciani e Cochi Ponzoni)

Interviene Bresciani: “I bambini spariti sono moltissimi, uno ogni 48 ore, e la maggior parte non viene mai ritrovata. L’idea del libro è nata da lì, due anni fa, il 25 maggio, che è la Giornata Internazionale per i Bambini Scomparsi”. Da quella prima intuizione, il libro è cresciuto, l’autore – che prima di mettersi a scrivere spiega di dover sapere esattamente qual è l’inizio e quale la fine della storia – ha iniziato a tracciare i personaggi, il cattivo puro (“Il più divertente da raccontare, come sempre con i le figure negative”), la storia d’amore fra un medico e una libraia. E soprattutto il protagonista Dario Miranda, ispettore alle prese con il giallo da cui parte il libro. Libro che Bresciani definisce poliziesco e che Cochi preferisce chiamare semplicemente romanzo, perché nelle storie thriller si assapora l’atmosfera sociale e culturale del mondo in cui viviamo, più che nelle narrazioni concentrate solo su una love story o l’epopea di una singola famiglia.

Alla Feltrinelli, ad assistere alla presentazione di Anime trasparenti, un pubblico di grandi fan. Del genere, del romanzo. E dello stesso Bresciani, compresi molti della sua ex redazione Vanity Fair, di cui è stato a lungo vicedirettore. Un mestiere, il giornalismo (Daniele ha lavorato anche alla Gazzetta dello Sport e a Grazia), che – confessa – gli è stato molto utile nella scrittura, con un lavoro approfondito di indagine sui tanti mestieri, dai medici ai poliziotti, dai magistrati agli avvocati, che si incontrano lungo il romanzo.