Milano capitale dell’audiovisivo? Missione possibile

Milano città europea, Milano capitale della moda e del design, Milano proiettata nel futuro. In tutto questo manca però un tassello industriale: l’audiovisivo. Per questo oggi al Museo della Scienza e della Tecnologia è stato presentato StoryLab 2020 – Milano Pitch 2020, progetto di formazione professionale per giovani autori, che ha premiato alcuni di loro: nella categoria cinema Claudio Benedetti e Cecilia Leardini (Giovannino Guareschi: un umorista nel lager); nelle serie tv ex aequo Sergio Basso (Byzantium Is Me) e Filippo Mazzotti e Paolo Bernardelli (Lo schema); Valentina Torchia per il libro per ragazzi ‘Ti sento’; Giulia Scotti per la graphic novel ‘La mia vita come un insieme di risvegli’.

I finalisti

Ma soprattutto la giornata ha permesso ai 20 giovani finalisti (su 164 partecipanti under-45) di incontrare rappresentanti dell’editoria, del cinema e della tv, un totale di 47 aziende del settore. Ai vincitori – scelti da una giuria di nomi affermati: Claudio Bisio, Giacomo Poretti, Paolo Cognetti e Manlio Castagna – andranno 2.000 euro destinati da Intesa SanPaolo per fare un primo passo e concretizzare le idee.

 

I giudici: Armando Fumagalli, Piero Crispino, Giacomo Poretti, Claudio Bisio, Minnie Ferrara, Manlio Castagna, Maura Bergamaschi, Paolo Cognetti

Più ancora dei soldi tuttavia, l’importante è riuscire a dare una struttura a un mondo che attira moltissimi giovani, spesso confusi sia nel capire come fare il primo passo sia nella costruzione del lavoro. Spiega Armando Fumagalli, docente dell’Università Cattolica (promotrice dell’iniziativa assieme alla Civica Scuola di Cinema e allo Studio Noesis) e direttore del Master in sceneggiatura, oltre che da vent’anni consulente di Lux Vide per serie internazionali come I Medici e il prossimo Leonardo: “I ragazzi non sanno per esempio che prima di essere approvata una sceneggiatura viene riscritta otto, dieci volte, noi li aiutiamo a trovare le idee e a imparare come lavorarci, per presentare nel modo migliore progetti che altrimenti rischiano di non concretizzarsi mai”.

Così, aperto il canale con le aziende del settore, in marzo sarà lanciato un nuovo bando supportato da Fondazione Cariplo, con 37mila euro in palio per partecipare a settimane di formazione e lavorare a fianco di sceneggiatori e produttori.

Il produttore Piero Crispino, fondatore di 3zero2 che (come anche la casa di produzione Colorado) sostiene il progetto, aggiunge: “Per noi imprenditori è fondamentale una rampa di lancio che ci dia accesso a idee e talenti. Vero è che Netflix o Amazon allargano il mercato, ma arrivare a quelle piattaforme è difficilissimo. Come scrive Roberto Saviano, l’Oscar dato per la prima volta a un film straniero, Parasite, dimostra che il mondo è cambiato, non ci sono più solo gli americani, ma intercettare i nuovi talenti è difficilissimo”. Lo è per chi si occupa di audiovisivo ma anche per chi lavora nell’editoria. Maura Bergamaschi, titolare dello studio editoriale e factory creativa Noesis, sa che “in giro ci sono tanti giovani scrittori, ma spesso i loro manoscritti non arrivano sui tavoli giusti, e rischiamo di perdere grandi capacità”.

Cinema, tv, libri: una cosa li accomuna, ed è la scrittura. L’importante è trovare il modo perché non resti tutto “sulla carta”.

Anche perché, “in una stagione (anno 2018) in cui il sistema produttivo italiano è cresciuto del 2,9%, Milano si conferma come la capitale culturale, con 25,4 miliardi di euro di volume d’affari e 365.000 addetti”, elenca Minnie Ferrara, direttrice della Civica scuola di cinema Luchino Visconti. Ma tutto questo fermento non può restare appannaggio dei privati. Sia Ferrara sia Crispino lanciano così un appello perché finalmente la Lombardia abbia una Film Commission che “funzioni”. “Perché in questa città l’industria dell’audiovisivo non è supportata? Perché la Regione non contribuisce, come fanno a Torino o a Bolzano?”, si interroga lui. Aggiunge lei: “Ogni investimento nella Film Commission ha un ritorno economico del 150%: permette di aumentare le entrate dirette e indirette, fa crescere i posti di lavoro. Moltissime produzioni da fuori vorrebbero lavorare in città, ma rinunciano perché manca un supporto e un sostegno finanziario”. Per questo, oggi è arrivato il tempo di un nuovo “Miracolo a Milano”.

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