Google presenta ricorso contro le sentenza dell’antitrust Ue

Google ha presentato ricorso contro le sentenze emesse dall’autorità antitrust europea, affermando davanti al Tribunale dell’Ue in Lussemburgo che non vi è alcun fondamento legale per condannarla al pagamento di una sanzione di diversi miliardi con l’accusa di aver abusato della propria posizione dominante di mercato a danno dei rivali più piccoli.

Nello specifico il gigante dei motori di ricerca intende ribaltare a proprio favore le tre sentenze perse contro l’autorità antitrust europea che l’hanno portata ad accumulare delle sanzioni per un totale di 9 miliardi di dollari.

La sentenza dell’Ue contro Google è arrivata dopo quasi un decennio di indagini formali, avviate in seguito alle segnalazioni di un gruppo di aziende rivali, tra cui Yelp e Microsoft, che a loro volta avevano trascorso decenni nel mirino dell’antitrust Ue.

(Foto Ansa EPA/JOHN G. MABANGLO)

Più di un decennio fa, molti dei siti di comparazione di shopping dipendevano dal traffico di Google, finché la società non ha modificato i suoi algoritmi in modo da posizionare in fondo alla classifica i siti che riteneva non fossero utili per gli utenti. Google ha quindi iniziato a mostrare le inserzioni dei propri prodotti in cima alle pagine di ricerca degli articoli più popolari.

“Il self-preferencing è un nuovo principio della normativa antitrust e la Commissione non aveva alcun fondamento legale per avanzare e imporre un’ammenda di 2,42 miliardi di euro”, ha dichiarato l’unità di Alphabet.

Il dibattimento rappresenta un banco di prova anche per il Commissario Europeo Margrethe Vestager e per le continue indagini su Facebook, Apple e Amazon per presunto abuso di posizione dominante. Una sentenza contraria alle posizioni di Google da parte del Tribunale Ue infatti potrebbe spianare la strada ad altre indagini antitrust, come quella attualmente in corso contro Amazon.

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