Dentsu Aegis Network guarda oltre i confini. E Stucchi celebra il matrimonio tra Nenna e Bowen

Il battesimo di The Big Now/mcgarrybowen ha caratterizzato il primo appuntamento ufficiale nella Dentsu House di Milano, in via Benigno Crespi. Con il ceo di Dentsu Aegis Network, Paolo Stucchi c’era Gordon Bowen, founder & global chairman di mcgarrybowen, e quindi Emanuele Nenna, ceo di The Big Now, e assieme a lui i co-founder della struttura, Alessia Oggiano, Stefano Pagani e Massimiliano Chiesa.

L’agenzia creativa italiana, acquisita da Dentsu Aegis Network a metà del 2018, a quasi due anni di distanza dall’ingresso nel network anglo nipponico, ha appena siglato un accordo di alleanza strutturale con mcgarrybowen. Pluripremiata, grandi clienti in dotazione, mcgarrybowen è entrata nella famiglia di sigle Dentsu nel 2008, e dispone già di propri uffici a New York, Chicago, San Francisco, ma anche Londra, Parigi, Amsterdam, Mexico City, Bangalore, Shanghai.

L’incontro doveva raccontare come sarà sviluppato l’accordo che fa ulteriormente evolvere il braccio italiano di DAN, ma è stato naturale, per i manager presenti, affrontare anche i temi chiave del mondo dell’advertising. Stucchi ha esordito dando il benvenuto all’ospite internazionale e poi, riavvolgendo metaforicamente il nastro, ha ricordato tutte le tappe del processo di crescita di The Big Now dentro l’orbita di Dentsu. “Quella di fare connettere creatività e media era una mia visione. Poi è diventato un piano vero e proprio e si è trasformato in un processo di acquisizione, quindi in una realtà operativa che negli ultimi mesi ci ha aiutato a vincere tante gare. Ebbene, ora si appresta ad avere un respiro ed una capacità di azione a tutti gli effetti internazionali”.

La filosofia, le radici dell’accordo? “Ci siamo trovati affini e ci siamo scelti, nessuno ci ha costretto a mettere assieme le nostre forze” ha sottolineato Nenna. “Quando abbiamo scoperto che Dentsu disponeva di una agenzia creativa internazionale forte, che vinceva un sacco di premi ed aveva alcuni clienti meravigliosi, siamo andati a trovare Gordon a New York. Vedendo come lavoravano ci siamo subito innamorati. Abbiamo tante affinità, un dna imprenditoriale molto simile. The Big Now/mcgarrybowen generererà vantaggi per tutta la famiglia di DAN: noi potremo ancora più legittimamente proporci alle aziende italiane che hanno necessità di comunicare fuori dai nostri confini, diventando al contempo, con i nostri uffici di Milano e Roma, la sponda italiana del network internazionale”. American Express, Generali, Vodafone, Nestlè sono solo alcuni dei clienti in cui sono già state attivate collaborazioni a livello di network.

Gordon Bowen ha dal canto suo dichiarato: “Abbiamo la stessa storia di The Big Now. Abbiamo iniziato in pochissimi, due persone in un appartamento in Park Avenue, John Mcgarry ed io. E quando abbiamo dovuto seguire i grandi clienti che nel frattempo avevamo acquisito, abbiamo deciso di attuare una strategia di allargamento della copertura dei territori diversa da quella seguita dagli altri network. Piuttosto che replicare il footprint dei clienti, abbiamo deciso di assecondare e seguire il talento, di collaborare con chi davvero aveva i nostri valori e la nostra filosofia. E con The Big Now è stato amore a prima vista proprio per questo”. Per Bowen quello che viviamo è un periodo che esalta il valore della creatività, che è tornata veramente centrale: “Siamo in un momento apicale, da questo punto di vista, della storia della pubblicità” ha rimarcato.

La nuova dimensione internazionale dell’agenzia creativa coincide con l’avvio di un nuovo corso e posizionamento. Oggiano, Pagani e Chiesa hanno spiegato in che maniera sono essenziali per il futuro dell’agenzia le keyword TRUE, BOLD, NEXT. Nel video manifesto “Let Them Call You Lucky”, più in particolare, si esemplifica in che maniera i clienti che lavorano già o lavoreranno in futuro con The Big Now/mcgarrybowen potranno valorizzare “quell’UNFAIR ADVANTAGE che li renda outstanding rispetto al contesto e ai competitor”. Il nuovo percorso internazionale dell’agenzia coinvolge anche LOW, la unit guidata da Massimiliano Chiesa che già sviluppa progetti global per clienti che fanno della premiumness il loro vantaggio competitivo. E nei prossimi mesi, infatti, LOW si presenterà al mercato francese con un evento organizzato nella maison Dentsu nel cuore di Parigi.

Stucchi: DAN crescerà anche nel 2020. L’effetto corona virus su Turismo e Lusso

In margine all’incontro, Stucchi ha dichiarato di non aspettarsi un 2020 particolarmente brillante per la pubblicità. Che nelle stime di DAN potrebbe chiudere in pari. Gli effetti del coronavirus dovrebbero impattare su viaggi e lusso. Ma con l’ecommerce, nel secondo caso, che potrebbe mitigare la fisiologica flessione, “a patto di sapere proporre online, customer experience all’altezza del fascino e della forza dei brand, realmente soddisfacenti” ha osservato il ceo di DAN. L’impatto dell’epidemia sui consumi e sulla spesa in comunicazione, secondo le analisi di DAN, dovrebbe essere molto moderato per altri settori, in quello del largo consumo, e con le tlc – ad esempio – che dovrebbero tornare ad investire per presentare il 5G.

Paolo Stucchi

Secondo Stucchi, inoltre, i grandi eventi sportivi del 2020 potrebbero servire, “più che a generare nuovi investimenti delle marche nel marketing, a spostare sul fronte un po’ più tradizionale, dei media classici e digitali, una spesa che altrimenti viene oramai normalmente dirottata altrove”. Questo tipo di investimenti in comunicazione e marketing in senso ampio, secondo Stucchi, vale già almeno un terzo della spesa censita da Nielsen. “Così la vera sfida della crescita, per noi – ha aggiunto il manager – è quella di offrire consulenza e risposte adeguate ai clienti proprio su questo fronte non misurato, fuori dall’area dell’intermediazione”. DAN è cresciuta a doppia cifra nel 2019 e conta di farlo anche nel 2020, ma molto dipenderà dall’esito di alcune gare in difesa. “Anche se il 2020 – ha aggiunto il manager – non sarà ricco di pitch come il 2019”. L’agenzia, comunque, “è passata da 820 persone in organico a 901 nell’arco degli ultimi mesi, e questi – ha concluso Stucchi – sono dati che non ammettono smentite e raccontano pure di una crescita reale del business”.

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