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Verso la fiducia su DL ‘Milleproroghe’ e intercettazioni

Si va verso il voto di fiducia al governo sia sul decreto legge milleproroghe, giunto all’esame dell’aula della Camera questa mattina, sia sul dl intercettazioni ancora all’esame della commissione Giustizia del Senato, ma già inserito nell’agenda dell’assemblea per domani pomeriggio alle 16.

Il dl milleproroghe è stato incardinato in aula a Montecitorio e già in mattinata si è conclusa la discussione generale. A quel punto i lavori dell’assemblea si sono incagliati, con una serie di richieste di rinvii d’orario. Dapprima si è profilata la possibilità di un rapido ritorno in commissione per problemi di coperture di un emendamento (sul modello di azienda ospedaliero-universitaria presentato dai relatori) e per interventi sollecitati dalla Ragioneria di Stato su altre coperture. Poi si è rimasti in attesa della nota della Ragioneria dello Stato, non ancora pronta.  Nel tardo pomeriggio l’aula ha approvato la richiesta di un ritorno in commissione di 3 ore richiesta dal presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia (M5S), per dare risposta ai rilievi della Ragioneria in ordine alle coperture su 6 articoli ( 11-ter. 400; 12; 18-quater; 24; 39; 39-ter). L’aula è stata riconvocata per le 20.45. Il decreto milleproroghe deve essere convertito entro il prossimo 29 febbraio e non è stato ancora discusso dal Senato. E’ sempre più concreto dunque il ricorso del Governo alla questione di fiducia, che potrebbe essere chiesta già  stasera (e votata domani) oppure domani.

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(Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Per quanto riguarda il decreto intercettazioni, la commissione Giustizia del Senato deve ancora concludere le votazioni sugli emendamenti presentati. Sui 247 complessivi ne restano solo una decina che erano stati accantonati. Tutti quelli presentati dalle opposizioni sono stati finora respinti, compreso quello di Fi relativo alla prescrizione e che era stato votato favorevolmente anche da Italia Viva. Quest’ultimo emendamento è stato respinto con un voto in pareggio, che per il regolamento del Senato equivale ad una bocciatura. L’ipotesi di un voto di fiducia sul provvedimento nasce quindi dalla questione politica sulla giustizia posta da Italia Viva. La maggioranza starebbe valutando la fiducia sul decreto per disinnescare il rischio rappresentato dall’emendamento Fi che cancella la riforma Bonafede sulla prescrizione e che Iv potrebbe votare positivamente in aula. Un modo per la maggioranza di blindarsi per questo round, anche se in una nota il deputato Fi Enrico Costa mette sull’avviso: “Senza il coinvolgimento dell’opposizione corrono seriamente il rischio che il decreto non venga convertito alla Camera”. Per il senatore Fi, Lucio Malan, la fiducia sarebbe invece “uno sfregio al Senato e una beffa per la Camera che si troverebbe un provvedimento blindato”.  Il dl intercettazioni, composto da 4 articoli, scade il 29 febbraio e deve passare alla Camera in seconda lettura. I tempi sono veramente molto stretti.