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Zuckerberg incontra i commissari Ue: serve regolamentazione per piattaforme online

Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, ha invitato la Commissione Europea a introdurre una legislazione apposita per le piattaforme online e ha accettato di assumersi parte della responsabilità per i contenuti condivisi dagli utenti. 

“Quando si tratta di sviluppare questo tipo di pacchetti normativi, riteniamo che ciò che è meglio per l’Europa lo sia anche per Facebook e l’intero ecosistema di internet”, ha detto Zuckerberg che il 17 febbraio ha incontrato la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager, che ha la delega alla Concorrenza, il commissario al Mercato Interno Thierry Breton e la vicepresidente Vera Jourova (Valori e Trasparenza).
Il fondatore e ceo del social ha esposto la necessità di una regolamentazione a metà strada tra quella dei giornali, che dovrebbero assumersi la piena responsabilità per il contenuto che pubblicano, e gli operatori delle telecomunicazioni, che non si assumono alcuna responsabilità per i messaggi che trasmettono.

Alcuni paesi in Europa, in particolare Francia e Regno Unito, stanno valutando la possibilità di introdurre regole che impongono alle piattaforme di eliminare i contenuti d’odio in tempi minimi. Facebook non è d’accordo con questo approccio.
In un white paper appena pubblicato [1], la società americana ha affermato che una scadenza di 24 ore “creerebbe incentivi ancora più perversi”, poiché le compagnie si concentrerebbero sulla scadenza indipendentemente dal numero di persone che guardano il contenuto, mentre la priorità dovrebbe essere data al contenuto virale.

Mark Zuckerberg con Vera Jourova (Foto Ansa – EPA/OLIVIER HOSLET)

Il white paper di Facebook arriva solo due giorni prima che l’Ue dovrebbe pubblicare il proprio sull’imminente regolamentazione dell’intelligenza artificiale, nel tentativo di convincere le aziende a condividere più dati in Europa. La Commissione sta, inoltre, considerando regole più rigorose sulla responsabilità delle piattaforme online, e una legge sui servizi digitali dovrebbe essere presentata entro la fine del 2020.

Secondo Breton, il white paper di Facebook “ha standard troppo bassi in termini di responsabilità. Ci sono cose interessanti, ma non bastano”, ha spiegato, aggiungendo che la Commissione deciderà entro la fine dell’anno quale tipo di responsabilità imporre alle piattaforme online.
“Il paragone fatto con il settore delle telecomunicazioni non è pertinente. Un messaggio su Facebook raggiunge centinaia di milioni di utenti. Sui telefoni hai comunicazioni ‘one-to-one'”, ha spiegato Breton, che in precedenza gestiva Telecom in Francia e che è oggi nota come Orange.

“Abbiamo anche discusso della loro posizione dominante sul mercato e quali potrebbero essere le loro idee per evitarlo”, ha dichiarato Breton, in riferimento alle crescenti richieste da entrambe le sponde dell’Atlantico di stroncare l’egemonia di Facebook e altri giganti della tecnologia.

Zuckerberg ha messo in guardia contro una regolamentazione che impedirebbe alle piccole imprese di utilizzare i servizi di analisi dei dati di Facebook per la pubblicità, che consentono loro di fare un tipo di marketing per il quale solo le grandi aziende avevano risorse, ricordando che 25 milioni di piccole imprese in Europa che danno tre milioni di posti di lavoro utilizzano questi strumenti.

“Sono lieta di vedere che il pensiero di Facebook sta cambiando ed è più allineato con l’approccio europeo su diversi aspetti normativi. Vedo le Big Tech come parte della soluzione ai problemi che esse stesse hanno contribuito a creare”, il commento della commissaria Jourova, secondo cui la regolamentazione Ue “non risolverà mai tutti i problemi” posti da Internet. Per questo “Facebook e Zuckerberg devono rispondere alla domanda ‘chi vogliono essere’ come azienda e quali valori vogliono promuovere”.

La commissaria Ue ha riferito di aver concordato con il ceo di Facebook “la necessità di maggiore trasparenza su dati e algoritmi” per preservare la società dalle manipolazioni online, dalle interferenze straniere e da violazioni della privacy. Jourova ha ricordato a Zuckerberg che l’Ue ha “regole forti sulla privacy”, contenute nel Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr). “Quello che mi aspetterei da Facebook – ha sottolineato la commissaria – è un’applicazione forte e diligente di tutte queste regole, almeno in Europa”. Bruxelles chiede inoltre al gigante di Menlo Park e alle altre Big Tech di fare “uno sforzo in più per aiutare a difendere le nostre democrazie” e questo, ha detto Jourova, richiederà “un’attenzione particolare alla trasparenza e alla supervisione degli algoritmi per evitare che le decisioni vengano prese al buio, e ai modi in cui i contenuti vengono moderati”.
La commissaria ha chiarito che gli strumenti di autoregolamentazione europei dedicati a Internet, come il Codice di condotta in materia di incitamento all’odio online, “hanno prodotto risultati positivi, ma devono essere accompagnati da norme certe” che comprendano una “responsabilità per le piattaforme” digitali. “Non spetterà ai governi o ai regolatori garantire che Facebook voglia essere una forza del bene o del male”, ha concluso.