Milleproroghe: il Governo pone la fiducia. Si vota domani mattina

Il governo ha posto questa mattina la fiducia sul decreto Milleproroghe, all’esame dell’aula della Camera. Le votazioni avranno inizio domani alle 10.10, l’esito sarà noto in mattinata. Il decreto Milleproroghe, che tradizionalmente accoglie argomenti tra i più disparati, nel suo passaggio in commissione si è incredibilmente dilatato, e, dai 166 commi iniziali, è arrivato a contarne ben 434.

Cosa prevede il ‘pacchetto editoria’:

– La proroga di un ulteriore anno, rispetto ai 12 mesi previsti dalla legge di bilancio, dei tagli ai contributi diretti all’editoria, che in base alle norme approvate dal precedente governo, dovevano scattare già a partire dal 2020. Lo slittamento complessivo è dunque di 24 mesi, rispetto ai termini fissati dall’allora sottosegretario all’editoria, Vito Crimi del Movimento 5 Stelle.

– Chiarisce l’inammissibilità agli stessi contributi diretti delle imprese editrici di quotidiani e periodici nel cui capitale figurano, “con quote maggioritarie”, gruppi editoriali quotati o partecipati da società quotate in mercati regolamentati. Un passaggio che intende porre fine ai contenziosi sorti tra Palazzo Chigi e alcune testate, come Italia Oggi e Il Foglio.

– Per le agenzie di stampa c’è la proroga al 31 dicembre dei contratti di convenzione con Palazzo Chigi per la fornitura di servizi giornalistici e informativi attualmente in essere. Lo slittamento consentirà di approntare, da parte del governo, nuovi meccanismi per l’assegnazione delle convenzioni, superando il sistema dei bandi di gara.

– Per le agenzie di stampa a diffusione nazionale, già destinatarie al 31 dicembre scorso di Cigs, si consente il prolungamento della durata massima del trattamento di 12 mesi, comunque non oltre il 31 dicembre 2020 e nel limite di 2 milioni di euro per l’anno in corso.

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