Usa, aumentano i controlli su media cinesi: emittenti statali considerate missioni diplomatiche straniere

L’amministrazione del presidente Usa, Donald Trump, sta intensificando il controllo sulle attività negli Stati Uniti dei grandi media cinesi di proprietà statale, designandoli come missioni diplomatiche straniere, nell’ulteriore tentativo di frenare l’attività del Governo cinese.

Il dipartimento di Stato statunitense ha comunicato che le operazioni negli Usa di cinque testate giornalistiche cinesi – Xinhua News Agency, China Radio International, China Global Television Network e i distributori di China Daily e People’s Daily – saranno considerate missioni diplomatiche straniere.

La nuova politica, appena entrata in vigore, pone le attività statunitensi dei media, di proprietà dello Stato cinese, sotto la Foreign Missions Act. Pur non puntando a limitare le loro operazioni nel Paese, la designazione prevede che le società segnalino al dipartimento di Stato il personale che lavora per loro negli Usa e registrino tutte le proprietà immobiliari.

La mossa fa parte di uno sforzo più ampio da parte dell’amministrazione Trump per scovare azioni da parte della Cina giudicate come contrarie agli interessi degli Stati Uniti, dagli accademici e dirigenti aziendali che rubano la proprietà intellettuale fino alla diffusione delle opinioni del Governo cinese da parte dei media sostenuti dallo Stato.

Mike Pompeo (Foto Ansa – EPA/STR)

Washington spera così di fare pressione su Pechino affinchè allenti i controlli imposti sui diplomatici e i reporter statunitensi e ponga fine alle politiche considerate ingiuste per le imprese americane che operano in Cina.

Questo mese il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha parlato di tentativi da parte della Cina di condurre operazioni di influenza negli Stati Uniti e ha difeso le mosse statunitensi volte a imporre obblighi di segnalazione più severi per i diplomatici cinesi e i media di stato.

“Questa è solo equità, reciprocità, buon senso di base. Non si tratta di una restrizione onerosa per la Cina”, ha dichiarato Pompeo alla National Governors Association, avvertendo anche i capi dei vari Stati degli sforzi di Pechino per prenderli di mira nelle operazioni di interferenza.

Il dipartimento di Stato ha già utilizzato la legge sulle missioni straniere in ottobre per richiedere ai diplomatici e al personale militare cinese di fornire maggiori informazioni sulle loro attività. In particolare, il dipartimento ha detto ai diplomatici di Pechino di notificare in anticipo gli incontri ufficiali con i rappresentanti dei Governi statali e locali e le visite ufficiali alle istituzioni educative e di ricerca negli Stati Uniti. Inoltre, la legge prevede che il personale militare cinese assegnato all’Ambasciata o ai Consolati di fornire una notifica preventiva dei loro piani di viaggio oltre un raggio di 25 miglia dai loro posti di lavoro.

I nuovi requisiti sono arrivati dopo un incidente avvenuto a settembre in una base militare in Virginia che aveva portato all’espulsione dagli Usa di due funzionari dell’Ambasciata cinese accusati di spionaggio.

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