​La Commissione Ue lancia strategia per il digitale: attrarre 20 miliardi d’investimenti su AI

Una tecnologia incentrata sulle persone, un’economia competitiva e una società aperta e democratica: sono questi i tre obiettivi attorno ai quali ruota la strategia digitale presentata oggi dalla Commissione europea per trasformare l’Ue in un leader del settore a livello globale. “Oggi presentiamo la nostra ambizione per modellare il futuro digitale dell’Europa”, ha detto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen: “copre tutto, dalla cyber-sicurezza alle infrastrutture critiche, dall’educazione digitale alle competenze, dalla democrazia ai media. Voglio che l’Europa digitale rifletta il meglio dell’Europa: aperta, equa, plurale, democratica e sicura di sé”.

Ursula von der Leyen (Foto EPA/SASCHA STEINBACH)

Uno degli obiettivi della strategia digitale è di affermare la “sovranità tecnologica” dell’Europa rispetto a altri giganti globali rafforzando la sua capacità tecnologica e gli attori chiave europei in settori strategici. “Vogliamo che ciascuno cittadino, ciascun lavoratore e ciascuna impresa abbiamo una chance di trarre beneficio dalla digitalizzazione”, ha detto la vicepresidente della Commissione responsabile del Digitale, Margrethe Vestager.

Nella comunicazione “Shaping Europe digital future”, la Commissione delinea quattro categorie di azione che saranno portate avanti nei prossimi mesi. Primo, gli Stati membri e le istituzioni Ue sono invitati a lavorare insieme in ambiti come i Super Computer, il Quantum computing, le blockchain e i big data. Secondo, la Commissione annuncia la sua intenzione di regolamentare o di aggiornare le regole in vigore su Intelligenza Artificiale, economia delle piattaforme (compreso l’e-commerce) e cybersicurezza. Terzo, per mettere le tecnologie al servizio delle persone, l’esecutivo comunitario intende presentare un piano di azione per l’educazione digitale e concentrarsi sui miglioramenti nei settori della sanità e del sistema dei trasporti, assicurandosi al contempo che i cittadini europei restino padroni dei loro dati. Quarto, secondo la Commissione l’Europa deve diventare un attore digitale globale e evitare di dipendere da modelli tecnologici che non sono condivisibili.

L’enorme ondata di dati generati attualmente “trasformerà il modo in cui produciamo, consumiamo e viviamo. Voglio che le imprese europee e le nostre molte PMI abbiano accesso a questi dati e creino valore per i cittadini europei”, ha detto il commissario al Mercato Interno, Thiery Breton. “L’Europa ha tutto per guidare la corsa sui ‘big data’ e preservare la sua sovranità tecnologica, leadership industriale e competitività economica”, ha assicurato Breton.
“Stiamo avviando un dialogo con le grandi piattaforme” digitali sulla responsabilità per l’uso dei dati e la pubblicazione dei contenuti, “non ne conosciamo gli esiti, preferirei sempre una governance condivisa”, ma “se non funziona, dovremo mettere regole”, h aggiunto il commissario per il Mercato interno. “Alla fine potremmo trovare una buona strategia congiunta” con le Big Tech “per quanto riguarda le responsabilità”, ha aggiunto, avvertendo che al momento “nulla è deciso, ma il tempo corre”.

La Commissione ha approvato anche una comunicazione specifica sulla ‘Strategia sui dati’ e un ‘Libro bianco sull’Intelligenza Artificiale’. Sui dati l’esecutivo comunitario intende incoraggiare la condivisione per settori come la sanità, i trasporti e i servizi pubblici, ma anche tra imprese private, garantendo al contempo che i cittadini possano controllare l’uso che ne viene fatto. Una delle ipotesi evocate è la craezione di uno ‘Spazio Europeo dei Dati’: una infrastruttura Ue che dovrebbe federare gli sforzi di molti Stati membri sul cloud pubblico.

Quanto all’Intelligenza Artificiale, la Commissione ritiene che possa essere “vincente” per i cittadini, per le amministrazioni pubbliche e per le imprese, ma che debba anche essere “umano-centrica”. L’esecutivo comunitario intende promuovere un “ecosistema di fiducia” e “un ecosistema di eccellenza” attorno all’Intelligenza artificiale. La Commissione intende legiferare, con regole più strette laddove i rischi dell’Intelligenza Artificiale siano più alti. Inoltre, l’esecutivo comunitario vuole promuovere centri di eccellenza e “big data factories”.
Per rafforzare l’Intelligenza artificiale, l’obiettivo è attrarre investimenti pari a 20 miliardi di euro all’anno, nei prossimi 10 anni

La Commissione, per contro, ha deciso di non imporre un divieto all’uso della tecnologia del riconoscimento facciale perché le regole attualmente in vigore sono considerate sufficientemente restrittive. La Commissione ha annunciato la sua intenzione di presentare nel corso del 2020 un Digital Services Act e un European Democracy Action Plan, una revisione della regolamentazione sul sistema di identità digitale eIDAS e un rafforzamento della cyber-sicurezza sviluppando una Joint Cyber Unit dell’Ue. La nuova strategia digitale, infine, deve anche favorire gli obiettivi dell’European Green Deal. Uno dei progetti faro, chiamato Destination Earth, ha come obiettivo di creare una copia digitale della terra per riuscire a prevedere gli eventi naturali estremi e modellare gli sviluppi climatici dei prossimi anni.

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