Rai, Sangiuliano: contesteremo punto per punto le motivazioni Agcom

“Contesteremo punto per punto con prove inoppugnabili nelle sedi opportune dimostrando che noi siamo in linea con i principi di equilibrio, pluralismo, completezza, obiettività, imparzialità, indipendenza e apertura e su casi specifici produrremo i servizi di altre testate televisive che pur avendo fatto le stesse
cose nostre non sono state menzionate”. Parola di Gennaro Sangiuliano che, conversando con l’Adnkronos, si difende dalle ‘bacchettate’ che l’Agcom dà al ‘suo’ Tg2, a cominciare dal servizio sull’omicidio del vice-brigadiere Mario Cerciello Rega in cui i due presunti assassini, due cittadini statunitensi, vengono in prima battuta definiti ‘nordafricani’.

Gennaro Sangiuliano (Foto
ANSA / MATTEO BAZZI)

“Tutti hanno parlato all’inizio di ‘due nordafricani’ – dice Sangiuliano – e noi li abbiamo definiti così nell’edizione delle 13 (del 26 luglio 2019, ndr) perché tutte le principali agenzie di stampa
nonché il sito news dei Carabinieri parlavano di ‘nordafricani’. Già però nell’edizione delle 18 abbiamo corretto il tiro, mentre altre testate che hanno continuato a sbagliare, non sono state menzionate
dall’Authority. Inoltre sulla questione c’è stato proprio un procedimento dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio che ha archiviato la vicenda proprio perché ha ritenuto che fossimo stati indotti in errore dalle fonti”.

Quanto al servizio su sull’incontro ad Hanoi tra il presidente Usa Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un “ci contestano l’affermazione ‘Trump è stato abile’. Dov’è il problema? – si chiede
Sangiuliano – Sembra che in Italia ci sia l’obbligo giuridico di parlar male di Trump. Anche se poi si parla di ‘battuta d’arresto’ in riferimento al vertice, questo non sminuisce l’abilità di Trump nel condurlo”. Sull’intervista a Steve Bannon, in realtà interpellato da giornali e tv di tutto il mondo, Sangiuliano ricorda che Bannon “è stato nominato Capo dei consiglieri della Casa Bianca, un incarico che
fa parte dell’architettura istituzionale americana”.

A proposito del “sarcasmo nei confronti dell’intervista di Fazio al presidente francese Macron – dice Sangiuliano – ritengo  che il sarcasmo sia un ingrediente fondamentale del giornalismo e della letteratura mondiale. Siamo ancora in democrazia o c’è divieto di criticare Macron? E comunque esiste tutta una pubblicistica fatta da grandi economisti sull’invasività economica francese in Italia”.
Ancora Francia nel servizio contestato dall’Agcom sulla reazione della polizia francese alle proteste dei gilet gialli. “Il Tg2 – dice Sangiuliano – non ha fatto altro che fare quello che ha fatto la stampa d’oltralpe: evidenziare alcuni e circostanziati comportamenti violenti della polizia francese, come ha fatto anche Le Monde”.

Anche sul caso Svezia “nella nostra inchiesta, che si snoda su più puntate delle quali l’Agcom ne ha esaminata solo una, abbiamo sentito gli imam, il rabbino ed esponenti di tutte le parti politiche che
hanno espresso opinioni contraddittorie. Ci sono state inchieste dei grandi network internazionali e di giornali italiani che sono state molto più dure del Tg2”, conclude Sangiuliano. (AdnKronos)

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