Agnelli: crescita zero per diritti tv; riposizionare i club italiani all’estero con Ronaldo e Messi; Juve-Inter forse a porte chiuse

Andrea Agnelli approva le misure adottate dal governo e dalle autorità locali per contenere la diffusione del Coronavirus, provvedimenti che hanno ripercussioni anche sul campionato di calcio: “Credo che in questo momento la priorità del sistema Paese debba andare alla tutela della salute pubblica – dice il presidente della Juventus in una lunga intervista alla trasmissione Tutti Convocati di Radio 24 – è evidente che è in corso un dialogo con i portatori di interesse ma deve prevalere in qualsiasi modo la tutela del salute publica”. Le restrizioni potrebbero portare alla disputa a porte chiuse della partitissima scudetto tra Juventus e Inter, in programma domenica sera a Torino. “Ricordo che l’ordinanza in Piemonte è in vigore fino a sabato, quindi fino a questo momento la partita si gioca regolarmente all’Allianz Stadium, ma ripeto che ci adegueremo a ogni provvedimento perché tutti gli addetti ai lavori devono avere in mente la tutela della salute pubblica”.

Andrea Agnelli (Foto Ansa – EPA/Juan Carlos Hidalgo)

Ulteriori rinvii delle partite farebbero saltare il campionato di Serie A perché diventerebbe complicato trovare finestre per i recuperi. Su questo punto Agnelli critica alcune decisioni prese a inizio stagione: “Il calendario è intasato, figlio della scelta di iniziare il campionato una settimana dopo ad agosto e di non giocare nella sosta natalizia”, dice il presidente del Juventus riferendosi agli indirizzi dati dall’ad della Lega Serie A, Luigi De Siervo, per la compilazione del calendario 2019-20.

Agnelli conferma che il problema dell’Italia è nella vendita dei diritti tv all’estero, come evidenziato dal presidente della Lega, Paolo Dal Pino, un mese fa al momento del suo insediamento: “In Serie A abbiamo cinque grandi club per seguito: Juventus, Milan, Inter e Roma. Se tutti avessero un campione come Ronaldo e Messi, sarebbe ideale per riposizionare il campionato italiano a livello internazionale. Il nostro problema è l’estero. All’estero se provate a vedere il campionato di serie A è una via crucis”.

Secondo il presidente bianconero, sarebbe necessario premiare maggiormente la componente meritocratica nella divisione dei diritti tv tra i 20 club di A: “Nel confronto di fatturato con gli altri grandi club europei, con i quali abbiamo la stessa differenza di dieci anni fa, pur essendo cresciuti tutti di circa 300 milioni. Scontiamo il mancato riconoscimento della Lega domestica. Da 7-8 anni incassiamo sempre 90 milioni. La crescita è zero. A me va bene dividere il 50% del diritti in parti uguali, ma credo che la componente meritocratica andrebbe rivista. Non ha senso che noi paghiamo il fatto di avere uno stadio da 41mila posti quasi sempre pieno, mentre altri fanno entrare la gente a zero euro per aumentare il dato degli spettatori. Noi in questi anni abbiamo investito 450 milioni fuori dal campo, tra stadio, JVillage, albergo e concept store”.

L’effetto Ronaldo prosegue: “Il suo innesto ha sposato là riconoscibilità del brand Juventus a livello globale. La Juventus è un passo dall’essere il 4° club al mondo a livello globale per follower sui social network”. Agnelli spinge per uno sviluppo del nostro campionato: “Il vero sviluppo nel calcio europeo è in Italia. Se dovessimo cambiare marcia abbiamo grandi potenzialità di crescita. La Spagna ha saturato, la Francia vive su un club, la Bundesliga ha problemi di distribuzione. In Italia c’è tantissimo lavoro che si può fare, sull’internazionale. Noi possiamo mettere in calendario tutte le settimane gare come Roma-Napoli, Inter-Milan, Juve-Lazio. Possiamo avere un valore enorme, sulla parte europea. Per evitare che i bambini di oggi fra 10-15 non si disaffezionino, bisogna capire cosa attrae. Cioè le grandi partite”.

Sulla parte sportiva Agnelli ha blindato Sarri: “La forza di un’idea è nella prosecuzione nel tempo”. E ha tagliato corto sugli effetti economici per un club della dicotomia tra risultati e bel gioco che sarebbe stato alla base della scelta di esonerare Allegri e ingaggiare Sarri: “Quello che interessa agli sponsor è il risultato. Agli sponsor interessa la visibilità, quindi andare avanti nelle competizioni. Gli sponsor sono juventini. E Sarri è una garanzia per il risultato finale”.

Grande sintonia con il presidente dell’Inter, Steven Zhang: “L’Idea di una sfida testa a testa con Steven fino all’ultima partita di campionato mi affascina”. Sulle rivali della lotta scudetto Agnelli ha le idee chiare: “La forza della Lazio è nella spensieratezza. Non ha l’obbligo di vincere. Però questo fatto potrebbe diventare un nemico nel momento in cui due o tre risultati negativi potrebbero lasciare la squadra soddisfatta di una qualificazione Champions quasi certa. L’Inter non ha questa spensieratezza perché con l’arrivo di Conte l’Inter si è caricata dell’obbligo di vincere”. Infine una chiusura sul mezzo scelto per l’intervista: “E’ stato il mio debutto radiofonico, mi sono abbastanza divertito”.

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