CoronaVirus, le disposizioni delle aziende per affrontare la crisi

E’ stata immediata la reazione delle aziende davanti alla crisi generata dal Coronavirus nel nostro Paese. Ecco come alcune di loro hanno deciso di affrontare la situazione e come hanno comunicato le direttive da seguire, a dipendenti e utenti.

Generali
“In merito alla vicenda di Coronavirus CODIV-19, Generali, già da diverse settimane, ha costituito una Task Force che sta costantemente monitorando l’evolversi della situazione, ha individuato e messo in campo le misure più adeguate e varato nuove disposizioni che verranno attuate a partire da lunedì 24 febbraio.

In Italia, la Compagnia ha esteso lo smart working per tutti i giorni lavorativi ai dipendenti residenti o domiciliati nei comuni che sono stati e che verranno progressivamente identificati dalle autorità pubbliche come soggetti a restrizioni. La Compagnia ha anche invitato al massimo utilizzo dello smart working per i giorni contrattualmente previsti ai dipendenti di tutti gli altri comuni.

In un’ottica di continua prevenzione e informazione sono state messe in campo tutte le azioni relative ad eventi, incontri e viaggi volte alla minimizzazione del rischio di contagio, anche facendo ricorso alle tecnologie esistenti (come ad esempio video-conferenze etc.) e mettendo in atto misure di sanificazione presso le sedi aziendali. Anche questa sera, la Compagnia ha chiesto ai propri dipendenti di seguire responsabilmente le linee guida emanate dal Ministero. In tutte le sedi della società saranno messi a disposizione servizi di assistenza e presidi medici a supporto di tutti i collaboratori.

Vodafone
In linea con le indicazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità anche Vodafone ha intensificato le misure di controllo e prevenzione della diffusione del Coronavirus.
“Da ieri sono state sospese tutte le trasferte di lavoro che devono essere preventivamente autorizzate dalla Direzione HR con il supporto del medico aziendale; i dipendenti sono stati inviati ad utilizzare la mascherina in caso di utilizzo di mezzi pubblici”. I dipendenti provenienti dalle zone del cordone sanitario devono lavorare in smart working fino a mercoledì 26 febbraio e a Milano “i dipendenti di una sede secondaria in cui ha lavorato un consulente residente a Codogno devono lavorare in smart working fino a mercoledì 26 febbraio”.

Vodafone, a seguito delle azioni intraprese nelle ultime ore dalla Regione Lombardia, dalla Regione Veneto e dalla Regione Emilia Romagna, ha ulteriormente intensificato le misure di controllo e prevenzione della diffusione del Coronavirus. I dipendenti della sede del Vodafone Village di Milano, della sede di Padova e della sede di Bologna devono lavorare in smart working da lunedì 24 fino a mercoledì 26 febbraio. Il Theatre della sede di Milano resterà chiuso tutta la settimana, come da disposizioni della Regione Lombardia.
I presidi dei Customer Care di via Bensi di Milano, di Padova e Bologna, e il Security Operations Center (SOC) e il Network Operations Center (NOC) della sede di Milano garantiranno la continuita’ del servizio con turnazioni ad hoc. E non ultimo agli ingressi delle tre sedi sono previsti controlli della temperature.

Rai
È istituita una Task Force con funzioni di coordinamento gestionale ed editoriale sull’emergenza coronavirus. In ottemperanza all’ordinanza del Ministero della Salute in data 21 febbraio 2020, coloro che hanno avuto contatti stretti con un caso risultato positivo devono segnalarlo alle autorità sanitarie locali allo scopo di attivare l’isolamento quarantenario obbligatorio.

Coloro che si sono recati in aree a rischio negli ultimi quattordici giorni devono segnalarlo alle autorità sanitarie locali e alla Task Force aziendale all’email taskforce@rai.it. Si segnala che il Ministero ha disposto la sorveglianza attiva di tali soggetti con permanenza domiciliare fiduciaria. Pertanto, detti soggetti, al termine della eventuale missione, non potranno accedere ai siti aziendali e sono invitati a restare a casa per un periodo di quattordici giorni dalla data del rientro. Ove compatibile con la propria mansione, il dipendente proseguirà l’attività lavorativa da remoto. Tale procedura si applica sia a coloro che si sono recati nelle aree a rischio in missione, sia a coloro che vi si sono recati per altre ragioni.

La lista delle aree a rischio sarà periodicamente aggiornata.
Con riferimento a coloro che si recano in trasferta in aree non a rischio, restano ferme le generali norme precauzionali igienico-sanitarie disponibili su RaiPlace.
L’Azienda ha disposto al momento due punti di distribuzione del materiale di supporto (mascherine, guanti e disinfettante): Milano presso la Segreteria di Redazione della TGR in Corso Sempione, piano terzo;
Roma presso il Servizio Medico di Saxa Rubra.

Tale materiale sarà distribuito esclusivamente al personale autorizzato a recarsi in missione per l’attività di copertura informativa sull’emergenza coronavirus.

L’Azienda è in contatto con le Autorità sanitarie in relazione a ulteriori azioni di prevenzione in favore del personale coinvolto nell’attività di copertura informativa sull’emergenza coronavirus.

I dipendenti residenti o che dimorano nelle aree a rischio sono tenuti a comunicarlo tempestivamente all’Azienda e ad attenersi alle disposizioni emanate dal Ministero della Salute, anche in termini di astensione dall’attività lavorativa.

Le missioni per la copertura informativa sull’emergenza coronavirus saranno preventivamente coordinate dalla Task Force. L’Azienda provvederà a fornire ulteriori specifiche disposizioni alle strutture interessate.

Le presenti indicazioni operative saranno costantemente aggiornate. Si invitano, pertanto, i dipendenti a consultare periodicamente RaiPlace per le prossime indicazioni operative.

Aree a rischio emergenza coronavirus – 23 febbraio 2020: Cina; Italia; Codogno; Castiglione d’Adda; Casalpusterlengo; Fombio; Maleo; Somaglia; Bertonico; Terranova dei Passerini; Castelgerundo; San Fiorano;  Vò Euganeo
Ulteriori aree considerate cautelativamente a rischio ai fini delle Indicazioni Operative coronavirus emesse dalla Task Force – 23 febbraio 2020: Giappone; Hong Kong; Singapore; Corea del Sud; Thailandia.

Fastweb
Fastweb si sta attenendo scrupolosamente alle disposizioni delle ordinanze regionali emanate per il contenimento del contagio e ha inoltre attivato, a titolo precauzionale e per collaborare fattivamente alla risoluzione dell’emergenza, ulteriori misure, invitando tutti i colleghi che operano nelle regioni coinvolte, pari a più di 1.600 persone, a lavorare da remoto fino a diversa indicazione; sono altresì state sospese tutte le trasferte da e per le regioni coinvolte. Fastweb infine, ha richiesto ai nostri fornitori, ai consulenti e alle aziende partner di garantire l’applicazione di misure di sicurezza analoghe. Già dal pomeriggio di venerdì 21 febbraio Fastweb ha attivato un comitato interno per la gestione della crisi e ha provveduto a fornire informazioni puntuali ed aggiornate a tutti i propri dipendenti (circa 2.500 su tutto il territorio nazionale) tramite intranet, mail e sms sull’evolversi della situazione”.

Snam

Aci
Per fronteggiare l’emergenza coronavirus e a tutela della salute dei cittadini e dei propri lavoratori, l’Automobile Club d’Italia ha disposto la chiusura al pubblico degli uffici territoriali in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto dal 25 febbraio.
Tutte le strutture dell’Ente sono in stretto contatto con le Autorità per supportare ogni intervento sul territorio. A tal fine è stato anche potenziato il servizio di infomobilità locale “LuceVerde” e “Radio Traffic”.
ACI Sport ha inoltre annunciato il rinvio cautelativo di tutte le manifestazioni automobilistiche sportive fino all’1 marzo.

Musei, Mibact sospende la domenica gratuita di marzo in tutta Italia
Domenica 1 marzo sarà sospesa l’iniziativa del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che prevede in tutta Italia l’ingresso gratuito nei musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura dello Stato ogni prima domenica del mese.

Fs
Il Gruppo FS Italiane, in ottemperanza alle misure approvate (sabato 22 febbraio 2020) dal Consiglio dei Ministri con il Decreto legge in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, ha attivato procedure particolari per garantire la gestione di situazioni riconducibili a possibili casi di COVID-2019 a bordo sia dei treni a media e lunga percorrenza (Frecce, InterCity, InterCity Notte) sia dei treni regionali a favore della massima sicurezza delle persone in viaggio e del personale di prima linea delle Società operative.

In particolare, Trenitalia ha diffuso un protocollo al personale a contatto con i viaggiatori e ha disposto:
· l’installazione a bordo treno di dispenser di disinfettante per mani;
· la consegna al personale di apposito equipaggiamento protettivo (mascherine con filtro, guanti monouso);
· il potenziamento delle attività di pulizia disinfettanti a bordo dei treni della flotta di Trenitalia (Frecce, InterCity, InterCity Notte e regionali);
· la diffusione del vademecum del Ministero della Salute attraverso pieghevoli illustrativi e sui monitor dei treni regionali e delle Frecce; laddove non sono presenti monitor la diffusione a bordo treno di annunci ai passeggeri;
· la comunicazione ai viaggiatori, attraverso i canali informativi e i sistemi di vendita di Trenitalia, della cancellazione a tutti i treni della fermata nelle stazioni di Codogno e Casalpusterlengo così come predisposto dalle Autorità competenti;
· la definizione, in corso, di termini e modalità del rimborso in bonus per chi rinuncia al viaggio per tutte le tipologie di biglietto acquistate.

Il Gruppo FS Italiane, per ridurre al minimo la probabilità di esposizione al contagio, oltre a consigliare il proprio personale, come ottimale procedura comportamentale, di consultare un medico e rimanere a casa se affetti da sintomi influenzali ha diramato, in via precauzionale e fino al permanere dello stato di emergenza sanitaria, disposizioni particolari e di dettaglio al personale dipendente.

IntesaSanPaolo
Intesa Sanpaolo è pronta a intervenire a sostegno delle famiglie e delle aziende interessate direttamente e indirettamente dall’emergenza del Coronavirus, incluse le realtà imprenditoriali che hanno scambi con la Cina.
L’intervento prevede la possibilità di richiedere la sospensione per 3 mesi delle rate dei finanziamenti in essere, per la sola quota capitale o per l’intera rata, per tutte le famiglie residenti e per tutte le aziende con sede operativa nei comuni oggetto di Ordinanza. La sospensione è eventualmente prorogabile per altri 3 o 6 mesi in funzione della durata dell’emergenza.
Questo provvedimento è esteso anche alle aziende presenti sul territorio nazionale che dovessero subire riduzioni dell’attività per effetto delle limitazioni agli scambi commerciali e di fornitura, nonché a favore di privati qualora il datore di lavoro, trovatosi in difficoltà a causa di questa emergenza, non potesse ricorrere ai benefici degli ammortizzatori sociali.
Per informazioni sulle caratteristiche e modalità di attivazione della misura sono a disposizione tutte le filiali del Gruppo sul territorio. Intesa Sanpaolo provvederà a valutare immediatamente le richieste pervenute.
“Intesa Sanpaolo si è immediatamente attivata in soccorso di tutti coloro che stanno subendo danni, diretti e indiretti, per il diffondersi del Coronavirus – ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Anche in questa occasione la Banca ha dimostrato di essere tempestivamente vicina alle famiglie e alle imprese italiane con provvedimenti di sostegno nelle situazioni di difficoltà”.

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