#MeToo: l’ex produttore Weinstein riconosciuto dal tribunale di Ny colpevole di stupro

Dopo le accuse di oltre cento donne e il primo processo basato sulla denuncia di due tra queste, Harvey Weinstein è ufficialmente uno stupratore. L’ex ‘re di Hollywood’, 67 anni, rischia da cinque a 25 anni di prigione e fino a quattro anni di libertà condizionata dopo esser stato riconosciuto colpevole a New York di due capi di imputazione: atto sessuale criminale di primo grado e stupro di terzo grado. Weinstein è stato invece scagionato da altre tre imputazioni, tra cui la più grave, atto sessuale criminale predatorio, che avrebbe comportato l’ergastolo.

Harvey Weinstein (Foto Ansa – EPA/JASON SZENES)

L’ex boss della Miramax ha preannunciato appello, hanno fatto sapere i suoi legali fuori dal tribunale, e ora aspetterà in prigione la sentenza che il giudice Jason Burke ha fissato per l’11 marzo. “E’ un nuovo giorno per le coraggiose donne che hanno denunciato Weinstein. Abbiamo un debito di riconoscenza nei vostri confronti”, ha commentato il procuratore di New York Cyrus Vance Jr., pur ammettendo di essere “non completamente soddisfatto dal verdetto della giuria”.
Molte delle attiviste del #Metoo, scaturito dallo scandalo e che da oltre due anni si batte per il rispetto di genere nella sfera privata e sul luogo di lavoro, aspettavano con ansia l’esito del processo fuori dal tribunale e davanti alla tv.

L’epilogo del caso scoppiato quando nell’autunno 2017 New York Times (con la giornalista Jodi Kantor che per lo scoop aveva vinto il Pulitzer) e New Yorker avevano scoperchiato uno scandalo apparentemente di dominio pubblico nel mondo del cinema, avrà una seconda puntata in California dove Weinstein deve rispondere a 4 capi di imputazione uno dei quali legato alla denuncia di una attrice italiana che vive lì.

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