Condé Nast, tutti a casa. A lavorare

In Piazzale Cadorna solo direttori, vicedirettori e personale indispensabile. Gli altri a casa, tutti pagati. Per i dipendenti dei siti Condé Nast il telelavoro non è una novità, già viene fatto di sabato e di domenica. I giornalisti del cartaceo, in piena emergenza CoronaVirus, hanno due possibilità.

Alcuni non sono chiamati a lavorare, e attendono la fine dell’emergenza; altri, che devono realizzare i nuovi numeri di ‘Vanity Fair’ e di altre testate del gruppo, sono andati a recuperare in taxi (pagato dall’azienda) i computer e se li sono portati a casa. Lavorano da lì, restando in contatto con chat e videoriunioni.

Fedele Usai (ALFONSO-CATALANO-SGPItaliA)

Fedele Usai (ALFONSO-CATALANO-SGPItaliA)

L’amministratore delegato di Condé Nast Italia, Fedele Usai, ha scelto di rispondere così – tutelando la salute ma pure il lavoro – al Coronavirus, e anche per alleviare i problemi delle mamme dipendenti, alle prese con le chiusure delle scuole dei figli.

Nella sede cinese dell’azienda, d’altra parte, già da tre settimane si sono adottati questi interventi, mentre in Giappone  si sta cominciando a farlo proprio in questi giorni.

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