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Coronavirus. Martella: buona informazione primo vaccino; Fieg: garantiamo informazione equilibrata; Odg Lombardia: rispetto deontologia

“In attesa di quello vero, un primo vaccino di cui abbiamo bisogno, in questo momento, è la buona informazione. Quella seria, responsabile, autorevole perché imperniata su notizie chiare e verificate”. Lo scrive sul suo blog su Huffpost [1] Andrea Martella, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria e all’attuazione del programma.

“(…) Tra carta stampata e televisione, social media, blog online, siamo stati investiti da una mole gigantesca di informazioni. Il problema è che insieme a quelle basate su fonti affidabili, su pareri autorevoli e sulla verifica dei fatti, sulla rete si sono moltiplicate, davvero in modo anche questo ‘virale’, le ormai consuete notizie false, le fake news con cui da tempo siamo costretti a fare i conti. Conti che però, in una situazione di emergenza come questa, diventano ancora più complicati di quanto già non sia normalmente e molto più preoccupanti, perché ora ogni energia delle autorità dovrebbe essere rivolta alla gestione della situazione e non, come per esempio ha dovuto fare il presidente del Consiglio, a smentire una “bufala”come quella dell’imminente chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia (…)”, scrive Martella che già ieri in una nota aveva ribadito [2] l’importanza di informarsi su fonti istituzionali e credibili.

Andrea Martella (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

“Bisogna fare molta attenzione. I messaggi allarmistici, le catene su whatsapp con informazioni non verificate, le fake news gettate nel mare dei social come fosse uno scherzo, non fanno altro che alimentare le paure delle persone e creare gravi turbative dell’ordine pubblico. Oltre al fatto che minano la fiducia rispetto alle tante eccellenze italiane in campo sanitario e scientifico che anche in questo frangente stanno dimostrando tutto il loro valore”.

“In attesa di quello vero, un primo vaccino di cui abbiamo bisogno, in questo momento, è la buona informazione. Quella seria, responsabile, autorevole perché imperniata su notizie chiare e verificate, in grado di raggiungere ogni segmento della popolazione, capace di dare risposte alle domande della opinione pubblica. Per questo ho fatto appello ai cittadini a informarsi esclusivamente dai siti istituzionali, dalle testate giornalistiche nazionali e locali e dalle agenzie di stampa. La professionalità dei giornalisti, la completezza e l’autorevolezza dell’informazione, in queste circostanze, fa la differenza. Stiamo vivendo una situazione di emergenza”.
“Il controllo dell’epidemia è il primo obiettivo e il governo (…) La fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni è un presupposto fondamentale per raggiungere l’obiettivo e questo rapporto di fiducia passa anche attraverso una informazione trasparente. Ecco perché le fake news rendendo fragile l’informazione, pilastro della nostra democrazia, indeboliscono anche le basi della nostra convivenza sociale e civile”, spiega Martella, invocando la “coesione” di tutto il Paese.

“Contro il coronavirus serve davvero la collaborazione di tutti”, ribadisce. “Con serietà, responsabilità e grande attenzione, dispiegando tutte le energie di cui disponiamo. Penso al valore delle nostre strutture scientifico-sanitarie, dai ricercatori e i primari a tutti i medici e gli infermieri che negli ospedali, in questi giorni, con grande spirito di sacrificio stanno facendo miracoli. Penso all’impegno incessante delle forze dell’ordine, delle forze armate, di chi è quotidianamente sul campo per proteggerci. Penso al ruolo delle istituzioni, dal governo nazionale alle regioni e alle autonomie locali. Fino, appunto, alla buona informazione. È così, solo così, che in un momento difficile si fa il bene dell’Italia”, conclude il sottosegretario.

Apprezzamento per le parole del sottosegretario Martella arriva dal presidente Fieg, Andrea Riffeser Monti. “In un momento difficile per il Paese ha invitato i cittadini ad informarsi sulle testate giornalistiche nazionali e locali e dalle agenzie di stampa per evitare messaggi fuorvianti e dannosi per la comunità”, sottolinea Riffeser. “In questi momenti difficili, la stampa è impegnata a coadiuvare lo sforzo di coloro che operano nel contrasto al diffondersi del coronavirus con una informazione corretta, verificata, attendibile. Le nostre testate giornalistiche confermano la disponibilità a pubblicare quanto le Istituzioni riterranno utile ed opportuno, assicurando ai cittadini una informazione equilibrata, non allarmistica, attenta e consapevole del ruolo e dell’importanza che svolge”, conclude.

Andrea Riffeser Monti (Foto ANSA/GIANNI NUCCI)

 

C’è anche il richiamo dell’Ordine giornalisti Lombardia.

L’emergenza nazionale e internazionale provocata dal Covid-19/Coronavirus ha purtroppo determinato nelle ultime settimane gravi anomalie anche nel sistema dell’informazione, al netto dell’imponente, puntuale e coraggioso lavoro svolto da decine di cronisti. Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, si legge in una nota, non può esimersi dal richiamare direttori, vicedirettori capiredattori e i singoli colleghi allo scrupoloso e attento rispetto dei doveri deontologici imposti dalla legge e dalle Carte deontologiche in materia sanitaria, in particolare:

1) al rispetto dei diritti e della dignità delle persone malate;
2) a evitare un sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate;
3) a diffondere notizie sanitarie solo se verificate con autorevoli fonti scientifiche;

Il Consiglio, nella consapevolezza che questa emergenza più ancora di altre mette in gioco la credibilità della professione, sta raccogliendo da giorni decine di segnalazioni di uso inappropriato, e cioè deontologicamente censurabile, di titolazioni, argomentazioni e commenti che, oltrepassando il limite della lealtà intellettuale, della continenza espressiva e prima ancora della verità fattuale (reale o putativa, secondo i parametri deontologici di riconoscimento della seconda) avrebbero contribuito a deformare la percezione dei fatti e dei pericoli da parte della collettività dei lettori.

La procedibilità su tali ipotesi di illecito disciplinare, come noto, dal 2013 spetta al Consiglio di disciplina territoriale che applica per legge i principi del giusto processo amministrativo, a cominciare dal contraddittorio e dal diritto di difesa tecnica.