Dl Intercezzazioni: via libero definitivo dalla Camera. E’ legge

Via libera definitivo al decreto intercettazioni da parte dell’assemblea della Camera, con 246 voti a favore e 169 voti contrari. Il provvedimento, votato ieri sera con scrutinio segreto su richiesta della Lega, è dunque convertito in legge.

Il testo del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede modifica la riforma dell’ex Guardasigilli Andrea Orlando, ferma da due anni e mai entrata in vigore. La norma riformulata diventa effettiva a partire dal primo maggio e solo per i procedimenti iscritti a partire da quella data. Per quelli in corso dunque vale la legge attuale. Molte le novità introdotte dal decreto sul testo di Orlando, alcune delle quali riporta le norme alla legge precedente, che è quella attualmente in vigore.

(Foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Trojan

I trojan sono i “captatori informatici”, virus auto installanti che possono essere inoculati nei telefonini e nei dispositivi portatili, grazie a mail, link, messaggi o finti aggiornamenti di programmi, capaci di registrare tutte le conversazioni, registrare via video tutte le immagini, copiare mail, messaggi e la stessa memoria dei dispositivi Un Grande fratello in piena regola (i trojan vengono infatti equiparati alle intercettazioni ambientali), ma che in base alle nuove norme potrà essere utilizzato solo in via “motivata e giustificata”.

Ambiti ascolto e reati ammessi

Si amplia l’area di utilizzo di trojan e intercettazioni anche ad ambiti domiciliari (che venivano esclusi dalla riforma Orlando a meno che la dimora non fosse essa stessa teatro del reato). Si amplia anche il numero dei reati per i quali si può chiedere l’ascolto, ora possibile non solo per reati gravissimi quali mafia e terrorismo, ma anche per altre fattispecie per cui il codice prevede l’arresto in flagranza o la reclusione (massima) non inferiore a 5 anni. In particolare se ne prevede l’utilizzo per i crimini dei pubblici ufficiali (compre prevede la legge “spazza-corrotti”) ma anche degli incaricati di pubblico servizio contro la pubblica amministrazione. Ancora, se nel corso delle intercettazioni si evidenziano altri reati, questi potranno essere oggetto di indagine in base agli ascolti effettuati, a patto che i reati rientrino tra quelli gravi indicati precedentemente e solo se “indispensabili e rilevanti” per l’accertamento.

Archivi e ruolo Pm

Stop all’assegnazione in capo alla polizia giudiziaria della conservazione delle intercettazioni, come voleva la riforma Orlando. Queste ultime saranno infatti conservate ora in procura, sotto il controllo del procuratore, e sarà nuovamente il Pm (con successiva convalida del Gip), non più la polizia giudiziaria, a decidere quali sono “rilevanti” e quali no. Ancora, il Pm una volta acquisite le registrazioni avviserà i difensori delle parti, che avranno facoltà di esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni. In capo al Pm sarà anche la verifica che nelle trascrizioni, comprese le intercettazioni irrilevanti, non si riportino espressioni di dati sensibili, a tutela della privacy.

Pubblicazione ascolti

Divieto di pubblicazione per gli ascolti irrilevanti e non noti all’indagato, mentre le intercettazioni rilevanti e acquisite dal Pm nel procedimento potranno essere rese pubbliche solo dopo che l’indagato ne abbia conoscenza. E’ vietata quindi la pubblicazione anche parziale del contenuto delle intercettazioni non utilizzate nel procedimento. Il giornalista che pubblica l’intercettazione non rischia più di essere incriminato per violazione di segreto d’ufficio, come voleva la riforma Orlando, restano sostanzialmente le regole in vigore oggi.

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