Sky Italia può acquisire R2/Mediaset. Tar annulla misure Antitrust. Ibarra: siamo soddisfatti

È annullato il provvedimento con il quale nel maggio dello scorso anno l’Antitrust ha dato il via libera condizionato alla cessione della piattaforma R2 di Mediaset Premium a Sky. L’ha deciso il Tar del Lazio, liberando in questo modo Sky dai vincoli del provvedimento ‘condizionato’, aprendole la possibilità di acquistare diritti televisivi sportivi e cinematografici per le piattaforme internet, come Now tv, dove soffre la concorrenza di gruppi come Amazon e Google, che invece possono farlo da tempo.

In attesa di verificare se l’Antitrust ricorrerà o meno in Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, la vicenda della piattaforma ‘tecnica’ R2 non cambia: dopo la delibera dell’Antitrust il passaggio dal Biscione a Sky era stato annullato, ma i dipendenti erano rimasti al gruppo con sede a Milano Santa Giulia mentre la pay tv del Biscione ha di fatto concluso la sua attività, anche se il marchio resta presente nei canali a pagamento editi da Mediaset.

Oggetto d’impugnativa – ne dà conto lo stesso Tar in sentenza – era il provvedimento con il quale l’Autorità “ha ritenuto la ricorrenza di un’operazione di concentrazione a seguito di una notifica effettuata da Sky, ed avente ad oggetto l’acquisto del controllo esclusivo sulla società R2, nella quale era stato conferito il ramo ‘operation pay’ di Mediaset Premium, ritenendo che, pur dopo il dichiarato abbandono della programmata attività negoziale, residuassero profili concentrativi”.

Il provvedimento era contestato da Sky sia per motivi procedurali, sia per motivi sostanziali.

I giudici hanno ritenuto il ricorso fondato, ravvisando in primo luogo “la fondatezza del primo motivo di doglianza con il quale parte ricorrente ha lamentato la violazione del contraddittorio procedimentale e del diritto di difesa”. E “la prospettazione di parte va pure condivisa laddove questa individua alcune criticità istruttorie e motivazionali nelle quali l’Autorità è incorsa nel ricostruire i fatti”.

Secondo il Tar (in un passaggio molto tecnico della sentenza), infatti, il provvedimento “non pare aver tenuto nella giusta considerazione il fatto che la cessione della sub-licenza DTT non ha attribuito a Sky una ‘esclusiva’ su un determinato territorio, né ha attribuito alcun rilievo alla circostanza che la cessione della licenza avrebbe avuto una durata solo biennale; non dedica una puntuale analisi al fatto che le attività secondarie integrino ‘un’attività autonoma di impresa cui è attribuibile un fatturato’; non risulta aver nuovamente verificato, con riferimento a tutti quelli che esso considera ‘asset’ residui, l’esistenza e l’entità di un autonomo fatturato ad essi riferibile; ha omesso di indagare in ordine alla natura concertativa delle singole operazioni e all’esistenza di un vincolo condizionale tra le diverse operazioni”.

Maximo Ibarra ceo di Sky Italia commenta così: “Siamo soddisfatti nel constatare che le nostre ragioni sono state pienamente riconosciute”.

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