Coronavirus, il presidente di Assolombarda Bonomi: coinvolgere il mondo del lavoro prima di provvedimenti necessari, ma invasivi

Il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, chiede che venga sentito il sistema produttivo prima di decidere provvedimenti per il coronavirus. E di non rallentare con controlli inutili l’import-export.
Bonomi riconosce l’emergenza legata al Coronavirus e “l’ importanza delle misure restrittive volte a contenerne la diffusione”, ma rivendica la centralità degli imprenditori, insieme a tutti i collaboratori, clienti e fornitori nell’assumersi le responsabilità che gli competono “come corpo intermedio della nostra società”, dichiara Bonomi, che lancia una stoccatina al governo sottolineando orgoglioso “che la forza di un Paese sono i cittadini e tutte le sue formazioni sociali, non solo la politica e le istituzioni”.

Carlo Bonomi
(Foto ANSA/Mourad Balti Touati)

Il presidente di Assolombarda insiste: “Con questo spirito, per attrezzarci al meglio davanti a questa sfida, chiediamo solo due cose. La prima è una grande trasparenza nell’assumere provvedimenti che appaiono necessari, ma sono molto invasivi” che significa “evitare assolutamente annunci di misure che rimbalzano nel mondo prima di essere adottate e che di fatto vengono assunte prima che i corpi intermedi possano dare il loro contributo alla valutazione sugli effetti economici e sociali che ne conseguono”.

La seconda richiesta urgente è “garantire e favorire la libera circolazione delle merci in entrata e in uscita dalle vaste aree interdette in cui si originano quote decisive del Pil, del lavoro e dell’export italiano.a questione che riguarda anche gli interventi di manutenzione come ogni altro aspetto del ciclo delle imprese di trasformazione”.

Conclude Bonomi: “Se lasciamo passare giorni nell’incertezza, i danni economici e occupazionali diventeranno ancora più gravi. Abbiamo la piena consapevolezza del colpo che stiamo subendo, e delle ulteriori gravi conseguenze di medio-lungo periodo che la nostra Italia potrebbe subire. Per questo, nell’emergenza, chiediamo alle istituzioni di rafforzare la capacità di valutare ex ante le conseguenze di ciò che esse decidono. Va costruita tutti insieme, la resilienza italiana”

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