Informazione Rai: record per il Tg1 e per il TgR delle 19.30. Gli ascolti, regione per regione

L’impatto del provvedimento governativo sul coronavirus, il racconto di un’emergenza infinita. E’ stata una domenica delicata per il Paese, inevitabilmente critica anche per l’informazione del servizio pubblico. Che veniva storicamente premiato quando, nelle situazioni più difficili e drammatiche, si cerca un riferimento autorevole. Qualcosa di simile sta accadendo anche in queste giornate.
Il giorno dopo i provvedimenti sulla Lombardia e il Nord d’Italia del governo Conte, hanno fatto il record stagionale gli appuntamenti più tradizionali con il Tg1: quello delle 20.00 ha fatto fa registrare 7,1 milioni di spettatori e il 26,4 di share; quello delle 13.30 ben 6,285 milioni di spettatori e il 29,8 di share.
Ma sono stati notevoli e sopra media anche quelli del Tg3 delle 19 (3,2 milioni e 13,5%) e quelli del TgR successivo. La somma dei telegiornali regionali ieri, in particolare ha conseguito ben 4,189 milioni di spettatori con il share del 16,6%.

Il giornalista Jacopo Matano durante una delle dirette del Tg3

Interessante verificare come questo dato complessivo sia andato a formarsi, con un bilancio ed un andamento che sono evidentemente funzione di trend storici e di abitudini di fruizione oraria molto diversi tra regione e regione, ma anche di una accresciuta sensibilità locale causata dal diffondersi del Covid -19.

Il record di Valle D’Aosta e Friuli, il peso della Lombardia, del Piemonte e del Veneto

La regione che ha concorso con meno pubblico (circa 32 mila spettatori) ma ha più share in assoluto (in quella regione il TgR fa il 61,4%) al dato complessivo è stata la Valle D’Aosta, tradizionalmente legata a questo appuntamento. Secondo per share è stato il Friuli Venezia Giulia (37,52%) che ha quindi conseguito una platea doppia rispetto alla media nazionale (avendo un pubblico di 193 mila spettatori). Tra il 26% ed il 27% è stato lo share di Trentino, Piemonte e Molise, con il numero dei piemontesi all’ascolto che è certamente uno tra quelli più rilevanti in termini assoluti (‘secondo’ per numero di spettatori con 523mila). Tra il 21% ed il 22%, sempre ampiamente sopra media, Liguria e Marche, al 18,9% la Basilicata, e al 17,82% la Sardegna, a risultare decisivo per il montante complessivo di ascoltatori è comunque il 18% della Lombardia (800mila spettatori) ed è pure rilevante il 18,6% del Veneto (380mila spettatori, perza regione per peso).

Un collegamento con Andrea Pesenti

L’assenza all’appello del Sud

Appena sotto media è risultato ieri l’apporto di Toscana (15,7%), Lazio (15% e 332mila spettatori, quarta regione per peso), Emilia Romagna (14,4%), Abruzzo (14,66%), con l’Umbria al 13,89%. Decisamente sotto, a metà della media, ma anche per la disomogeneità con le abitudini di fruizione, lo share che la TgR delle 19.30 ha portato a casa in Campania (10,64%), (Calabria (9,2%), Sicilia (9,1%) e Puglia (il dato più basso, 8,81%), dove oltretutto è ancora notevole il seguito delle tv locali private

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