Tim, Gubitosi: per la fibra newco con Kkr al 40%. Disponibili più di 3 miliardi per ridurre il debito

L’emergenza sanitaria impedisce di incontrare la comunità finanziaria in un vero Capital Market Day, ma Tim ha organizzato un collegamento streaming per poter presentare il suo nuovo piano e i conti 2019. “A voler guardare il bicchiere mezzo pieno vediamo come le tlc possono aiutare le persone” anche in queste situazioni, ha detto il manager, che presentando il nuovo piano annuncia: “il 2020 sarà l’anno delle operazioni”.

Tim creerà una newco a cui attribuirà la rete secondaria in fibra e rame e Kkr Infrastructurene acquisirà una quota del 40% per 2 miliardi di euro, sulla base di una valorizzazione con un equity value di 4,3 miliardi e un enterprise value di 7,5 miliardi.
“Passiamo al livello successivo, saremo noi a guidare lo sviluppo della fibra in questo Paese”, ha detto Gubitosi, presentando i progetti.
L’operazione è già stata notificata al Governo come richiedono le procedure, ma secondo il manager non “dovrebbero essere problemi” di Golden Power sull’operazione. Il cosiddetto golden power, ha ricordato l’ad della telco, “si applica a tutti gli asset strategici, e Tim lo è ma stiamo parlando di una quota di minoranza, nella rete secondaria, di un fondo che sarà un investitore passivo che viene da un paese amico e ha esperienza nelle infrastrutture”.

Luigi Gubitosi (Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

L’ad ha parlato anche del dossier Open Fiber. “Vendere? Non vendere? Restare? Per Enel credo sia giunto il tempo di fare chiarezza e prendere una decisione”, ha detto a proposito della società di cui l’azienda guidata Francesco Starace detiene il 50% in coabitazione con Cdp. La valutazione che Enel fa della propria quota in OF – viene considerata uno degli scogli che hanno fin qui frenato la partita.
Da tempo, i soci di OF hanno sottoscritto un accordo di confidenzialità con Tim per valutare possibili forme di aggregazione delle rispettive reti, sulla scia dei desiderata del Governo che ritiene controproducente per il Paese la duplicazione degli investimenti per la realizzazione di due distinte dorsali in fibra.

Su questo fronte, ancora una volta Gubitosi ha ribadito che Tim – qualora venisse effettivamente varata la societarizzazione per mettere a fattor comune le due infrastrutture di rete – dovrà necessariamente detenerne il controllo e non si limiterà ad avere una quota di minoranza. “Questo è il nostro business. Lasciatemi essere un po’ arrogante: Tim è la società che in Italia sa fare meglio questo genere di cose; siamo un campione nazionale imbattuto, abbiamo storia e tradizione dalla nostra parte”, ha aggiunto.

Il trend di riduzione dell’indebitamento di Tim, considerato da anni il ‘peccato originale’ che affligge l’azienda e che ne ha limito a lungo le scelte strategiche, è destinato a proseguire anche nel corso del 2020, ha spiegato ancora. Al netto della cedola da un centesimo per le azioni ordinarie e di 2,75 centesimi per i titoli di risparmio che l’azienda destinerà ai soci a valere sui risultati del 2019, il gruppo avrà a disposizione cassa “tra 3,5 e 4 miliardi di euro” per ridurre ancora il proprio l’indebitamento. Proseguendo in questo modo lo sforzo già messo in campo nel corso dello scorso anno, quando la situazione debitoria di Tim era stata alleggerita da 25,27 a 23,839 miliardi di euro, con un miglioramento complessivo di oltre 1,4 miliardi.

Secondo Gubitosi l’emergenza Covid19 impatterà anche su Tim, anche se è presto calcolarlo e il gruppo telefonico è comunque “resiliente”. L’aumento dello smartworking, le disposizioni del Governo che obbligano a stare in casa, in parte si riflettono su un aumento del traffico (il 10% sul mobile e il 70% sul fisso) ma “se tutto il paese rallenta è ingenuo pensare che anche nei settori più resilienti non ci sarà impatto”. Per questo “saremo più cauti sulle guidance per l’ebitda” ha concluso Gubitosi anche se è vero che in questo periodo in tante aziende chiamano Tim per rafforzare la loro rete o, come esempio più popolare, la nuova release di Fortnite rilasciata oggi ha spinto le connessioni.

In merito alla brasiliana Oi, per cui Tim e Telefonica hanno presentato oggi una manifestazione di interesse, Gubitosi ha detto: “abbiamo studiato a lungo il dossier Oi e siamo pronti a passare alla fase operativa”. La manifestazione di interesse “potrebbe trasformarsi in un’offerta vincolante verso dicembre”, ma è presto per una previsione perchè per arrivare all’acquisto “il prezzo deve essere ragionevole e tutti devono essere d’accordo”, ha precisato.

 

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