Berners Lee: il coronavirus dimostra l’importanza della Rete. Ma restano difficoltà per le donne

“L’epidemia del coronavirus dimostra quanto e’ urgente agire per l’accesso al web, anche per le donne. Quando uffici e scuole sono chiusi ci consente di lavorare, continuare a istruire i nostri figli, leggere informazioni vitali per la nostra salute”. E’ il messaggio di Tim Berners Lee, papa’ del web, a 31 anni dalla nascita della sua creatura.
Il 12 marzo 1989, infatti, il ricercatore presentò un saggio al Cern di Ginevra: fu la base teorica della rete che dette inizio all’invenzione che ha rivoluzionato le nostre vite.

Sir Tim coglie l’occasione di questo anniversario per fare un appello per le donne che non hanno accesso al web. “Il mondo – scrive in una lettera – ha fatto importanti progressi sulla parità di genere ma il web ancora non è accessibile alle donne, le discrimina e i governi fanno poco”.

Tim Berners Lee (Foto Ansa – EPA/MIGUEL A LOPES)

“I diritti delle donne sono diritti umani e sono fondamentali per una società sana, dalla riduzione della povertà e delle malattie al miglioramento dell’istruzione e della crescita economica”, prosegue Berners Lee che individua tre aree “particolarmente preoccupanti”. La prima è il divario tra uomini e donne sulle possibilità di accesso all’online (le prime hanno il 21% in meno di probabilità rispetto agli uomini, che aumentano al 52% nei paesi meno sviluppati). In secondo luogo, spiega Tim Berners Lee, il web semplicemente non è abbastanza sicuro tanto che “una nuova ricerca della Web Foundation e della World Association of Girl Guides and Girl Scout ha scoperto che oltre la metà delle giovani donne intervistate ha subito violenze online, tra cui molestie sessuali, invio di messaggi di minaccia o condivisione di immagini private senza consenso e l’84% pensa che il problema stia peggiorando”.

Infine, per Sir Tim, “restano nascoste altre forme di discriminazione online contro le donne”. Ad esempio, “troppo spesso gli algoritmi riproducono e persino approfondiscono le disuguaglianze esistenti” e “l’azione dei governi e delle imprese è troppo lenta e insufficiente”.

Per Tim Berners Lee il 2020 potrebbe essere un anno di svolta poiché ci sono “tre importanti riunioni ospitate dalle Nazioni Unite che riuniranno aziende, governi e società civile per definire le azioni che intraprenderanno per dare potere alle donne. Far funzionare il web per donne, ragazze e altri gruppi di minoranza, e quindi per tutti noi, deve essere al centro di tali impegni”.

Il messaggio arriva ad un anno dal lancio da parte di Tim Berners Lee del ‘Contratto per il web’, un progetto di azione globale per protegge Internet da forze che minacciano di trascinare la rete in una sorta di “distopia digitale”.

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