Rai, un generale dei Carabinieri nella task force per il Coronavirus. E da sabato arrivano i termoscanner

Il generale dei Carabinieri a riposo Paolo Piccinelli, 50 anni, grande esperienza nella gestione di situazioni emergenziali ( è stato comandante provinciale dei carabinieri di Pescara e poi a Perugia) è entrato a far parte della della task force creata alla Rai per affrontare la minaccia del coronavirus. A Piccinelli è stato affidato il compito di valutare i rischi e di predisporre piani di sicurezza tesi alla continuità operativa e salvaguardia del ruolo di servizio pubblico.
Altra notizia importante, nella battaglia difensiva contro Covid19, è che da sabato prossimo, verranno attivati termo scanner per rilevare la temperatura dei dipendenti agli ingressi di Saxa Rubra, sede dei tg, a via Teulada, centro di produzione di Roma, a Milano, Napoli e poi in tutte le sedi.

Paolo Piccinelli (foto linkedIn)

Con circa 13mila dipendenti sparsi in venti sedi sul territorio nazionale, di cui circa 1300 giornalisti e molti di più operatori e tecnici di ripresa, la preoccupazione che si vive a Viale Mazzini e in tutte le redazioni e centri di produzione dell’azienda è alle stelle. La task force, coordinata dal direttore generale Alberto Matassino, è formata dai capi delle varie direzioni aziendali: Paolo Bianco, responsabile del Servizio Sanitario Aziendale, Roberto Cecatto, Chief Operation Officer, Maurizio Cenni, direttore Safety & Security, Marcello Ciannamea, direttore editoriale Coordinamento Palinsesti Televisivi, Marcello Giannotti, direttore della Comunicazione, Massimo Lavatore, vicedirettore di Rai2, Francesco Spadafora, direttore Affari Legali e Societari, Felice Ventura, direttore Risorse Umane ed Organizzazione, Alessandro Zucca, direttore Infrastrutture Immobiliari e Sedi Locali, e due giornalisti, Claudio Lanza, vicedirettore della Tgr, e Antonio Di Bella, direttore di Rainews 24.

Tavolo della task force per l’emergenza Coronavirus, nella sala degli Arazzi di Viale Mazzini, appositamente riattrezzata. Tutti i membri portano la mascherina

La squadra lavora h24, tutti i giorni della settimana, nel grande Salone degli Arazzi al piano terra di Viale Mazzini, fino al 20 febbraio adibito a conferenze stampa o a grandi eventi aziendali. Adesso tolte le poltroncine è stato sistemato al centro del salone un enorme tavolo rettangolare dove, debitamente distanziati e muniti di mascherina, siedono i membri del comitato di crisi che elaborano disposizioni adattandole alle situazioni contingenti (Dpcm, presenza di positivi al virus o sospetti etc), e comunicano con i dipendenti su RaiPlace, la intranet aziendale. Vista la quantità dei dipendenti in smartworking (la maggior parte degli impiegati e amministrativi a viale Mazzini e nelle varie sedi) la piattaforma è diventata un sistema di comunicazione fondamentale, tanto che da qualche giorno è stata arricchita anche di una sezione più informale con news aziendali, novità editoriali, e una specie di chat per cercare di tenere insieme la comunità, attenuando l’ansia e il disagio. Mentre per le comunicazioni più veloci nei prossimi giorni sarà avviata una messaggistica con sms.

I fronti di intervento sono numerosissimi e devono tenere conto innanzitutto delle disposizioni normative per la gestione della sicurezza dei lavoratori, di situazioni logistiche, umane, sindacali, produttive ed editoriali che sono la caratteristica del maggior gruppo editoriale italiano e per di più di servizio pubblico.
Con la veloce riorganizzazione del palinsesto e l’adattamento dei programmi che potevano essere mantenuti in onda, il comitato di crisi ha dimostrato di saper attivare processi complessi in tempi veloci e con l’accordo dei lavoratori. Chiusi i programmi di intrattenimento e talk show, che per il pubblico in sala, la complessità di gestire molti ospiti e una grande macchina produttiva, erano molti rischiosi, si è puntato, sui programmi ad alto tasso di servizio pubblico molti dedicati alla prevenzione e lotta al Coronavirus, oltre che su fiction, film, repliche.

I nuovi salottini di ripresa – a prova di Covid-19 – per gli ospiti dei programmi Rai

“Per consentire una migliore gestione degli ospiti sia dal punto di vista della tutela sanitaria che dal punto di vista qualitativo”, spiega Giannotti, direttore della comunicazione, la Rai sta attrezzando delle location con circuiti video in qualità broadcast. Le salette sono presidiate con il personale strettamente necessario e in condizione di separazione per gestire le riprese dell’ospite con interazione dello studio senza contatti”. Sono stati già attrezzati due piccoli studi a Roma: uno presso un locale adiacente allo storico palazzo di Viale Mazzini, ma non comunicante con l’interno, e un altro presso il circolo Rai di Tor di Quinto che temporaneamente chiuso è disponibile per utilizzi alternativi. Soluzioni simili ci saranno presto a Napoli e a Milano.

Piccole rivoluzioni sul fronte dell’informazione
Molto complessa è invece la gestione dell’informazione, dove si registrano comportamenti encomiabili da parte dei giornalisti impegnati nel seguire sul campo e in tempo reale le cronache della tragedia che si sta vivendo soprattutto in Lombardia ma anche in tutto il Paese (vedi servizio che abbiamo pubblicato ieri), mentre c’e’ molta tensione nelle redazioni di Saxa Rubra. Un caso di positività è stato registrato la settimana scorsa nella sede di Bari per cui la redazione regionale è stata svuotata, e questo ha spaventato la cittadella dell’informazione Rai dove, incrociando le dita, il Covid-19 non ha colpito (ci sono solo alcuni casi di quarantena precauzionale, cioè di persone che stanno bene ma hanno avuto contatti con positivi). La task force ha imposto tutte le misure sanitarie possibili. Si lavora con guanti e mascherina e si fa grande attenzione ai contatti cercando di tenere il personale indispensabile, evitando affollamenti, ma non è facile. Tanto più che le redazioni sono open space, con venti trenta scrivanie, e la distanza tra una scrivania e l’altra non è stata adeguata alle nuove norme. Si sta cercando di provare lo smartworking che è però relativamente praticabile.
A Saxa quindi si vive alla giornata: se la situazione dovesse degenerare malgrado i thermo scanner, saranno presi ulteriori provvedimenti che vanno nel senso di mettere insieme le risorse e tra le varie testate. Serpeggia il fantasma della news room unica, in cui si raggruppano i giornalisti di tutti i tg, che al momento è solo una ipotesi, ma che spaventa tutti i giornalisti gelosi delle proprie appartenenze di testata.

La proposta di buttare il cuore oltre l’ostacolo e superare gli steccati per servire al meglio il Paese lanciata sui social dal segretario dell’ Usigrai Trapani (e di cui ha già scritto Natalia Lombardo su Primaonline) non ha avuto seguito, ma è un segnale importante. Che il clima stia cambiando alla Rai lo si è visto anche quando l’ad Salini ha riunito tutti volti dell’approfondimento, in un incontro a cui hanno partecipato anche i direttori dei tg, o loro emissari, e il sindacalista Di Trapani.

“In un momento come questo c’è bisogno oltre che di quantità soprattutto di qualità dell’informazione”, ha detto Salini. Il summit dei volti giornalistici più importanti del servizio pubblico, ciascuno con un largo seguito e un rapporto fiduciario con gli spettatori, ha visto la presenza di Bruno Vespa, in collegamento remoto per la sua quarantena forzata, che ha ricordato il ruolo insostituibile di Raiuno nelle emergenze del Paese e ha anche invitato a non far mancare alla rete e alla sua programmazione una dose di intrattenimento che è nel suo dna naturale e che in questo momento di ansia e di paura aiuta a rasserenare gli animi degli italiani reclusi. Per Federica Sciarelli è condivisibile l’ eliminazione degli steccati tra Raiuno, Raidue e Raitre, superando le logiche di appartenenza. Mentre Bianca Berlinguer ha sottolineato che in questo momento eccezionale dalla Rai i cittadini si aspettano non la polemica politica ma un servizio per il Paese. Riccardo Iacona ha suggerito che il compito della Rai è di mettere insieme l’alto e il basso e di ricucire il Paese perché il virus colpisce tutti e rende tutti uguali.
Lucia Annunziata ha invitato a dare evidenza alla programmazione dell’informazione per facilitare il telespettatore interessato alle notizie sul Coronavirus e tenendo conto del ruolo che si sta conquistato SkyTg24 sempre acceso sull’emergenza sanitaria e sociale.
Un discorso quello della giornalista, conduttrice di In mezz’ora in+, indigesto per i direttori dei tg gelosissimi della loro autonomia e spazi, come si era si erano gia’ capito durante l’incontro avuto con Salini al mattino, dove erano presenti Carboni del Tg1, Sangiuliano del Tg2, Parterniti del Tg3, Casarin della Tgr e Di Bella di RaiNews 24 e anche nella task force aziendale dell’informazione, e inoltre tutti i cdr e il segretario Usigrai, Vittorio di Trapani.

Il richiamo all’unità per massimizzare l’impegno del servizio pubblico nell’emergenza sanitaria che sta devastando il Paese è stato un modo per l’ad di far ingollare l’amara pillola della cancellazione delle edizioni pomeridiane dei telegiornali, sempre gelosamente difese dai titolari. Inoltre Rainews 24 ha avuto la licenza di irrompere nei territori esclusivi di Raiuno, Raidue e Raitre con finestre informative estemporanee per fare gli aggiornamenti sulla situazione sanitaria.
Nella storia della Rai questo è davvero un fatto inedito, e sarà interessante verificare come e quante volte Rainews sconfinerà dal suo canale di appartenenza, abbattendo le finora insuperabili barriere delle gelose autonomie di reti e testate.

Raccontano giornalisti presenti alla riunione che nessun direttore ha fatto i salti dei gioia per la riduzione dei propri spazi, ma l’hanno accettata, perché c’è l’esigenza comune di lavorare a ranghi ridotti per garantire la salute di tutti: meno edizioni meno giornalisti in redazione e minore il rischio del contagio.

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