Verdelli sotto scorta perché oggetto di minacce. Solidarietà da istituzioni e giornalisti

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Il direttore di Repubblica, Carlo Verdelli, da sabato scorso è stato messo sotto scorta. E’ proprio un articolo del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari a dare la notizia, precisando le motivazioni che hanno portato ad una decisione tanto importante: il Viminale ha scelto di prendere disposizioni di protezione a seguito delle numerose minacce ricevute negli ultimi due mesi, considerate tali da rappresentare un pericolo per l’incolumità del direttore.

Carlo Verdelli (foto ANSA/ GIUSEPPE LAMI)

In un clima già avvelenato a causa dell’emergenza Coronavirus, il direttore Verdelli si trova a dover fare i conti con una minaccia non inferiore. Sono molti, in questa circostanza, a presentare solidarietà nei suoi confronti, a partire dalla stessa redazione di Repubblica: “Verdelli non è solo, a proteggerlo non saranno soltanto gli agenti addetti alla sua sicurezza, ma tutti i 360 giornalisti di Repubblica. Perché mettere sotto scorta il direttore, significa mettere sotto scorta l’intero nostro giornale”, riporta l’articolo della testata.

Non solo, anche personalità del mondo politico e sociale si sono mostrate vicine al direttore: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha espresso “solidarietà e vicinanza”, l’ex premier e leader di Italia Viva Matteo Renzi, ma anche Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, rispettivamente segretario generale e presidente della Fnsi, e il sottosegretario con delega all’Editoria Andrea Martella.