Cura Italia, ecco le misure a sostegno di editoria, media, stampa e pubblicità

Oltre agli interventi generali a sostegno del mondo produttivo e del lavoro, il decreto Cura Italia – che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri dopo aver ottenuto in tarda serata la bollinatura della Ragioneria dello Stato ed essere stato firmato dal Presidente della Repubblica – riconosce, all’art.98, misure straordinarie specificatamente a sostegno della filiera della stampa.

Al momento, nonostante la proposta iniziale fosse più articolata e complessa, gli interventi si limitano a due settori in particolare, ed entrambi riguardano meccanismi di credito di imposta. Si tratta nello specifico di un ampliamento del credito di imposta per investimenti pubblicitari, che limitatamente al 2020, viene riconosciuto nella misura unica del 30% – non più quindi solo sulla quota incrementale, come precedentemente previsto – alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. Il tetto massimo previsto per questo intervento conferma lo stanziamento di 27,5 milioni di euro già precedentemente finanziato: la proposta inizialmente allo studio di risorse aggiuntive fino a 60 milioni è stata al momento accantonata.

CC0 Creative Commons (foto: Pixabay.com)

Una seconda misura riguarda invece il credito di imposta per le edicole, chiamate in questa fase emergenziale ad un notevole sforzo ed impegno all’apertura e al presidio sul territorio. Il decreto Cura Italia estende questo credito anche alle imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali e/o periodici a rivendite situate nei comuni con una popolazione inferiore a 5 mila abitanti e nei comuni con un solo punto di vendita. Gli importi rispetto alla legge di bilancio 2020 sono aumentati a 2mila euro di credito di imposta per il 2019 e raddoppiano a 4mila euro per il 2020. Oltre alle voci di spesa già previste, il credito (per edicole e distributori che ne hanno diritto) si estende anche alle spese per i servizi di fornitura elettrica, telefonici, di collegamento a Internet, e ai servizi di consegna a domicilio delle copie dei giornali, importantissimi in questa emergenza.

Tra le norme generali da segnalare in particolare quella prevista dal decreto relativa all’indennità di 600 euro riconosciuta ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi iscritti alle casse private, che riguarda anche i giornalisti autonomi e i co.co.co iscritti a Inpgi2.

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