Agcom, il Consiglio prende atto del decreto di Conte e della proroga per nuovi vertici; congelate dimissioni Nicita

Oggi c’è  il Consiglio Agcom che prende atto del decreto di Conte che stabilisce una ennesima lunga proroga per i vertici dell’Ente. Una prorogo giunta inaspettata dopo che era sembrato che il Parlamento volesse votare i nuovi commissari di Agcom e Privacy il 18 e il 25 marzo. Tanto che ad Agcom prima si era dimesso il commissario Antonio Martusciello e subito dopo aveva presentato le sue dimissioni anche Antonio Nicita. Adesso si fa marcia indietro almeno per quanto riguarda l’economista Nicita le cui dimissioni dovevano essere recepite dal Consiglio, ma che sono state congelate.

 

Antonio Nicita (foto studio Franceschin)

il presidente Angelo Marcello Cardani ha chiesto a Nicita di ritirarle, una volta che è stato a tutti chiaro che si andava a una proroga lunga. Una scelta comprensibile visto che il lavoro dell’Autorità deve proseguire e Cardani senza Nicita avrebbe rischiato di essere in minoranza all’interno dell’organo di governo ridotto a tre, con il professore Mario Morcellini che, dopo la storiaccia della multa alla Rai, in cui la sua opposizione e’ stata silenziata, Cardani non può considerare un amico e con l’altro commissario Francesco Posteraro che sulla multa alla Rai ha trasformato la sua iniziale astensione in un voto contrario allineandosi a Morcellini. E anche Nicita ha il suo tornaconto. Il ruolo di commissario dell’Agcom è sicuramente molto interessante per la centralità delle materie trattate e anche per i compensi. Basta considerare che un commissario prende 240mila euro annui e un dipendente di livello segretariale arriva anche a 110mila.

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