Milano, code all’edicola ma non per comprare giornali. “Penalizzati da abbonamenti digitali regalati da editori”

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Nel deserto del quartiere milanese Isola blindato dalla quarantena, spiccano due code.

Luana Frediani nella sua edicola milanese di Piazzale Lagosta

La prima è della Farmacia di via Borsieri, e non sorprende, visti i tempi. La seconda è dell’edicola di piazzale Lagosta, dove una decina di clienti si sgranano a un metro di distanza l’uno dall’altro, come da prescrizione. Tutti o quasi con mascherina. Il corona virus sta riattizzando la passione, e le vendite, della carta stampata? “Non è proprio così – spiega Luana Frediani, da decenni titolare con la sorella dell’edicola – Vendo tanti giochi per bambini: dai Lego, ai puzzle, ai pupazzetti e alle figurine. E vendo bene i giornali di gossip. Per il resto non ci sono grandi cambiamenti rispetto alla situazione pre-virus. Anzi, si vende qualche copia in meno dei quotidiani”.

Strano, considerando la portata della crisi e, di conseguenza, la fame d’informazione che solitamente si scatena in questi casi. Per Frediani la colpa è degli editori: “I principali quotidiani offrono on line abbonamenti a un euro al mese. E questo lo trovo un atteggiamento sleale nei nostri confronti. Capirei se le edicole fossero chiuse, ma noi siamo aperti, invece. Così veniamo puniti ingiustamente”.

Le altre testimonianze con il racconto l’informazione nei giorni del CoronaVirus:
– Napoli
– Cagliari 
– Rovigo
–  Savona