La tv pubblica argentina accoglie Diana Zurco, prima anchorwoman trans. Battaglia vinta contro pregiudizio ed emarginazione

La sua è una bella storia di integrazione. Si chiama Diana Zurco ed è la prima giornalista transessuale a condurre il Tg di punta della Televisiòn Pùblica Argentina. “La mia presenza sfida la società. Da qui posso dire: ‘Questa sono io’; dietro di me ci sono molte persone come me che vogliono esprimersi. Siamo capaci, possiamo studiare, possiamo allenarci, possiamo comunicare cosa sta succedendo nel nostro paese”. Diana ha 40 anni e oggi incarna una battaglia vinta contro il pregiudizio e l’emarginazione.

La prima giornalista trans
La storia, raccontata da Dagospia, è quella del dramma tipico della vita di molte persone in transito di genere, spesso rifiutate dalla società, emarginate tra gli emarginati. Ma l’epilogo è diverso. Studi superiori in una scuola cattolica, dalla quale è stata espulsa a 17 anni, Diana è andata all’Università, dove ha compiuto un percorso sulla comunicazione, ma non ha ritirato il diploma di laurea perché si rifiutavano di chiamarla con il suo nome da donna. La sua non è stata una giovinezza semplice, vissuta spesso al limite e con il rischio di cadere facile preda di prostituzione e droga.

Ma lei ha saputo credere in se stessa, nelle sue capacità e nei suoi obiettivi. Dopo la laurea ha lavorato per una radio di Buenos Aires, fino all’approdo alla Tv pubblica. “Una grande opportunità per me – dice la giornalista – ma anche un’opportunità storica per tutto il popolo argentino, perché la Tv pubblica è la Tv di tutti”.

“E’ anche una grande responsabilità – ha detto nel suo discorso di esordio alla conduzione del Tg -, per il compromesso con la parola e l’informazione e soprattutto per il contenuto di quello che dico e che trasmetto anche attraverso la mia presenza. Credo infatti – spiega la giornalista – che già la mia presenza chiami in causa la società e quello che c’è di positivo, che è già stato costruito e che si può costruire a partire da questo momento”. Diana ha poi citato il contesto storico nel quale avviene la sua assunzione: un’Argentina che sta a mano a mano affermando i diritti delle persone fino a ieri escluse, come le transessuali. Il Paese sudamericano ha già fatto molti passi avanti e “realizzato delle leggi d’avanguardia, – ha spiegato ancora – come quella sul matrimonio egualitario e quella che permette alle persone trans di avere un documento e quindi un’identità”.

Aspettativa di vita di 41 anni
In Argentina si stima che ci siano tra i 12.000 e i 13.000 adulti transgender su una popolazione che supera i 44 milioni. L’aspettativa di vita media di una persona transgender è di 41 anni. Il perché lo spiega lei stessa durante un’intervista. “Perché le persone trans vivono così poco? – ha spiegato Diana -. Perché vengono cacciate via di casa dalle famiglie in giovane età e, in assenza di opportunità, finisce che il loro corpo diventa merce”. Nei primi sei mesi del 2019, in Argentina sono stati registrati 68 crimini contro la comunità LGBT: più della metà erano contro transessuali. (Tiscali.it)

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