Causa coronavirus Playboy abbandona la carta dopo 66 anni. Resta in digitale

Playboy dice addio alla carta. La rivista ha infatti deciso di sospendere definitivamente la stampa della versione cartacea negli Stati Uniti dopo quasi 70 anni nelle edicole. In scia ad anni di mancata redditività, già dopo la morte del fondatore Hugh Hefner l’editrice, Playboy Enterprises, aveva deciso di ridurre la frequenza di uscita. Ora l’emergenza coronavirus ha dato la spinta per arrivare al drastico taglio.

Il primo numero di Playboy, dalla collezione di Hefner (Foto Ansa – EPA/MIKE NELSON)

“Abbiamo deciso che il nostro numero della primavera 2020, che arriverà questa settimana in edicola negli Stati Uniti, sarà la nostra ultima pubblicazione stampata”, ha spiegato il ceo di Playboy Enterprises, Ben Kohn, in un post su Medium.

“Mentre diventava sempre più evidente l’impatto della pandemia sulla produzione di contenuti e sulle forniture, siamo stati obbligati ad accelerare una conversazione che stavamo avendo internamente”, ha puntualizzato, precisando comunque che la rivista sarà pubblicata regolarmente online, con un’edizione speciale occasionale in stampa. Continueranno invece le pubblicazioni in alcuni mercati, attraverso accordi di licenza.

Dopo la morte di Hefner a 91 anni, la società ha iniziato a rivalutare il futuro della rivista, che è scesa a da 10 a 6 pubblicazioni l’anno nel 2017, per poi diventare trimestrale nel 2018. Negli anni precedenti, Playboy era arrivata a perdere 7 milioni di dollari all’anno, con un crollo della diffusione a qualche centinaio di migliaia di copie, spingendo l’editrice a concentrarsi essenzialmente sul licensing.

 

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