‘Il Secolo XIX’ e ‘La Settimana Enigmistica’: l’edicola dei Bosio a Bardino Nuovo (Savona)

Dal 1972 entrano clienti per comprare formaggi, pane, verdura, latte, detersivi. Tutto quello che una bottega può procurare. E in un angolo, sotto le sigarette (il negozio è anche tabaccaio), ecco la zona-edicola. Che serve i lettori del comune di Tovo San Giacomo, 2500 abitanti, sparso su un territorio vasto, diviso in varie frazioni (qui siamo a Bardino Nuovo), sulla strada che dal mare porta al Colle del Melogno, valico delle Alpi Liguri, provincia di Savona.

A gestire edicola e negozio, la famiglia Bosio (il padre Renato e le figlie Romina e Federica).

Che cambiamenti ci sono, nelle vendite dei giornali, in questo periodo di quarantene? “Quotidiani ne vendiamo forse qualcuno in più. Qui la parte del leone la fanno ‘Il Secolo XIX’, che ha pagine dedicate a Savona e al Ponente, e ‘La Stampa’, testata ben radicata nelle nostre zone. Ci chiedono pure qualche copia del ‘Corriere della Sera’, e poco altro”, dice Romina Bosio, che ha appena smesso di tagliare un pezzo di focaccia (“arriva ogni mattina e di solito va subito via prestissimo”) per consegnare ‘La Gazzetta dello Sport’ a un cliente in mascherina, a distanza di sicurezza.
E i settimanali? “In questo periodo ne vendiamo meno, anche quelli femminili, che hanno fedeli lettrici. Resiste bene ‘La Settimana Enigmistica’, anche perché siamo tutti costretti a restare in casa: le parole crociate e i rebus fanno compagnia”.

Romina Bosio, edicola a Bardino Nuovo (Tovo San Giacomo, Savona)

Romina Bosio, dal suo presidio importante come le molte edicole di provincia (costituiscono una nervatura culturale e democratica dell’intero Paese), dà un buon giudizio sui quotidiani ai tempi del coronavirus. “Mi pare che seguano con attenzione e precisione le notizie relative alla pandemia. Sappiamo tutti che in Rete circolano molte bufale, la stampa fa bene a verificare, è molto più affidabile. Credo però che la gente, almeno qui nel nostro paese, si informi più attraverso la televisione”.

Il coronavirus ha avuto influssi sui collaterali, libri e speciali che si vendono con le testate? “Più o meno vendiamo come al solito, qualche libro, e soprattutto i fascicoli di cucina. Forse in questo periodo aiutano a preparare piatti che non sapremmo fare”.

Ultima curiosità, sui fumetti. “Ne vendiamo pochi, non c’è variazione rispetto ai tempi normali”. E Romina torna al banco degli alimentari: c’è un cliente che indica una formaggetta e ne chiede metà, in dialetto, nella parlata ligure che in questi borghi appartati, lontani dalle frivolezze delle costa pur vicina, ancora si ascolta.

Le altre testimonianze con il racconto l’informazione nei giorni del CoronaVirus:
– Milano
– Napoli 
– Cagliari 
Rovigo

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