Media tradizionali come principale fonte e scienziati come opinion leader. Di chi ci si fida in fatto di CoronaVirus?

Durante l’emergenza Coronavirus le persone ricevono tante notizie dai media tradizionali, ma si fidano di più delle informazioni che arrivano dai loro datori di lavoro. E’ una delle evidenze che emerge dall’edizione speciale che Edelman ha realizzato del suo Trust Barometer, tutta dedicata al Coronavirus, con le interviste di 10mila persone, distribuite in 10 paesi (Brasile, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Sudafrica, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti).

Stando ai dati, il 63% delle persone dichiara di credere alle indicazioni date dai propri datori di lavoro, il 12% in più di quanti sono disposti a credere alle informazioni rilasciate dai media tradizionali.

Su scala mondiale, in media il 70% ha dichiarato di seguire quotidianamente le notizie sul Covid-19. Con una percentuale del 93% l’Italia è il paese in cui l’attenzione all’emergenza è più alta, fa invece da contraltare la Germania, dove la quota scende al 50%.

Nonostante il problema di fiducia, i principali media restano la più comune fonte di informazione, scelta dal 64% degli intervistati. Giappone e Corea guidano la graduatoria (73%), chiusa da Italia (55%) e Francia (52%).

Guardando nello specifico all’Italia la fonte più attendibile per le notizie è considerato il Governo (63%); all’opposto di quanto succede negli Usa (25%). Minore la fiducia verso le autorità negli altri Pesi europei: Francia (45%), Regno Unito (34%) e Germania (32%).
Restando sempre nel nostro Paese, solo il 32% del campione utilizza i social come fonte d’informazione privilegiata. Il dato – comunque sotto la media globale, al 38% – però è superiore al 21% della Francia, al 22% del Regno Unito e al 26% della Germania.

Quando si tratta di dare retta agli esperti, a livello globale sono gli scienziati a essere considerati i veri opinion leader (83%), seguiti dai medici di riferimento delle persone intervistate (82%).
Chiudono questa classifica i giornalisti, indicati dal 43% delle persone.

E per quanto riguarda le fake news? Se il 74% è preoccupato dalla diffusione di notizie false sul virus, il 45% ritiene di avere difficoltà a trovare informazioni affidabili. In Italia il timore per le bufale è alto (78% del campione), ma è comunque alta anche la fiducia nella propria capacità di trovare informazioni affidabili (38%).

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Crescono violenze e minacce contro i media. Il consiglio d’Europa: i governi proteggano il ruolo essenziale dei giornalisti

Crescono violenze e minacce contro i media. Il consiglio d’Europa: i governi proteggano il ruolo essenziale dei giornalisti

Abbonati in crescita per la pay tv in Spagna. Dati Cnmc: a Mediaset e Atresmedia più dell’80% della pubblicità

Abbonati in crescita per la pay tv in Spagna. Dati Cnmc: a Mediaset e Atresmedia più dell’80% della pubblicità

A fine 2019 Rai perde ascolti ma resta prima tra le emittenti tv. Agcom: vendite quotidiani sempre in calo (-8%)

A fine 2019 Rai perde ascolti ma resta prima tra le emittenti tv. Agcom: vendite quotidiani sempre in calo (-8%)