Coronavirus, Klaus Davi: esposto contro lo spot ‘Milano non si ferma’

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Il massmediologo Klaus Davi ha presentato un esposto contro lo spot ‘Milano non si ferma’ presso il Giurì di Autodisciplina Pubblicitaria. Davi ha denunciato lo spot “perché ha favorito un comportamento pericoloso e al limite della legalità, fornendo un’immagine fasulla della nostra città e spingendo le persone a commettere atti rischiosi le cui conseguenze si sono viste nei giorni successivi”.

Titolare di un’agenzia di comunicazione, Davi sostiene: “Non avrei mai voluto fare un passo simile nei riguardi di professionisti. Ma i dati drammatici lasciati trapelare da Attilio Fontana e la cecità di qualche nostro rappresentante mi ha spinto a questa azione e mi auguro che il Giurì condanni questa pubblicità irresponsabile e suicida”.

Secondo il massmediologo “i ricchi milanesi e soprattutto i loro viziatissimi figli andavano solo redarguiti per il loro comportamento puerile, le bevute, il consumo di cocaina ai Navigli (pratica nella quale i milanesi eccellono a livello europeo, adeguatamente riforniti dalla ‘Ndrangheta che qui controlla interi territori) e il menefreghismo verso le regole”.