Seif: nel 2019 ricavi stabili; aumenta il peso delle attività digitali

Aumenti il peso sui ricavi delle attività digitali: media content, raccolta pubblicitaria e abbonamenti digitali. E’ quanto emerge dai conti 2019 di Seif – Società editoriale il Fatto. Nel corso dell’anno il gruppo, editore del Fatto Quotidiano, ha registrato ricavi stabili a euro 31.985 migliaia (- 0,17% rispetto al 2018); Ebitda in calo a euro 1.239 migliaia (- 62%) “a fronte di ingenti investimenti nel processo di trasformazione digitale del Gruppo”.
La posizione finanziaria netta è positiva per euro 1.139 migliaia, con assenza totale di debiti finanziari; il patrimonio netto pari ad euro 4.147 migliaia (Euro 2.722 migliaia al 31 dicembre 2018).

Cinzia Monteverdi

“Nel 2019 la società ha proseguito il processo di trasformazione digitale già intrapreso, che è alla base del piano industriale triennale, investendo in questa strategia più del doppio dei capitali raccolti in IPO”, si legge nella nota di presentazione dei conti. “I risultati di questo processo sono già visibili nell’incremento dei ricavi delle attività digitali, che ha consentito, già dal secondo semestre 2019, di accrescere il volume del fatturato compensando per una parte rilevante la riduzione delle vendite cartacee in edicola del quotidiano”. Per l’editrice, “il mercato tradizionale della “carta” rimane una fonte importante di fatturato, che va sostenuta e che può riservare opportunità di recupero dei ricavi. Tuttavia, di fronte al calo che ha interessato l’intero mercato edicola, SEIF ha stabilito di investire fortemente, anche se a scapito della marginalità dell’esercizio, in un processo di digitalizzazione, innovazione e diversificazione, che punta a completare entro il 2020, dandosi gli strumenti necessari per cogliere tutte le opportunità di marginalità nei prossimi anni”.

“In un contesto di profonda evoluzione riteniamo che nel settore editoriale potrà crescere solo chi sarà in grado di trasformarsi; smettere di investire nella diversificazione e nella digitalizzazione significherebbe non stare al passo con i tempi ed esporsi al rischio di contrazione”, ha commentato Cinzia Monteverdi, presidente e ad di Seif, secondo cui in questo momento di crisi “il mercato editoriale, definito da anni “in crisi”, diventa un ancor più importante supporto per tutti i cittadini”. “Il digitale, ha proseguito, unitamente allo sforzo incredibile degli edicolanti, ci permette di essere al passo con i tempi e di essere vicini ai nostri lettori anche in un momento di emergenza straordinaria offrendo un servizio utile e di qualità”.

“Non si può, ovviamente, né gioire né compiacersi se in questo periodo il mercato editoriale registra una crescita. Possiamo e dobbiamo semplicemente essere orgogliosi di fornire anche in smart working un servizio pubblico, e sono certa che questo sia il sentimento prevalente anche tra i nostri investitori”, ha concluso.

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Tv e relazioni sociali i pilatri del lockdown. Istat: televisione seguita dal 92% dei cittadini “indispensabile canale di aggiornamento”

Tv e relazioni sociali i pilatri del lockdown. Istat: televisione seguita dal 92% dei cittadini “indispensabile canale di aggiornamento”

Rassegne stampa, il Tar conferma la decisione Agcom: non sono riproducibili gli articoli a riproduzione riservata

Rassegne stampa, il Tar conferma la decisione Agcom: non sono riproducibili gli articoli a riproduzione riservata

Cinema, dal Mibact 120 milioni per il settore. Franceschini: servono nuovi investimenti

Cinema, dal Mibact 120 milioni per il settore. Franceschini: servono nuovi investimenti