Covid-19 scatena la lobby tlc: al Senato chiesto blocco portabilità

Con l’emergenza Pandemia torna l’alleanza giallo verde? Mercoledì prossimo, 8 aprile, dovrebbero essere discussi in Senato due emendamenti pressoché identici all’art.82 del decreto ‘Cura Italia’, che sospendono il diritto dei consumatori alla portabilità del numero, presentati dai Cinquestelle e dal gruppo della Lega, primo firmatario Matteo Salvini.

Matteo Salvini (Foto Ansa/Riccardo Antimiani)

Entrambi chiedono al governo ‘’di vietare alle imprese che svolgono attività di fornitura reti e servizi Tlc la realizzazione di campagne commerciali straordinarie di contrattazione di servizi di comunicazioni elettroniche che richiedano la portabilità del numero, qualora ciò implichi la necessità degli utenti di recarsi presso i centri di attenzione al pubblico, ovvero ciò comporti l’intervento fisico di tecnici per mantenere la continuità del servizio in fase di migrazione tra operatori diversi’’.

In particolare si chiede la sospensione di “tutte le operazioni di portabilità di numeri fissi e mobili, nonché la generazione di nuovi numeri, che non siano in corso, salvo nel caso sia necessario l’attivazione di nuove concessioni”.

Michele Anzaldi (Foto LaPresse)

E’ un’ iniziativa che Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva, definisce un ‘’vulnus politico gigantesco’’, sottolineando a Primaonline che la politica non può avvantaggiare alcune aziende e penalizzare altre, tanto più in un momento di emergenza. Il segretario della commissione parlamentare di vigilanza Rai intravvede un ritorno ai vizi del passato e considera uno ‘’squallore’’ che emerga palesemente la triste guerra dei lobbisti, con protagonisti proprio i Cinquestelle, che li volevano eliminare. “Mi lascia poi stupito – aggiunge – che facendo parte della maggioranza, il M5s non si sia rivolto al Ministro per chiedere eventuali modifiche al decreto, ma abbia preferito affiancarsi all’ex alleato di governo”.

Chiarisce però la posizione dei pentastellati il senatore Alberto Airola che a Primaonline sottolinea come nel periodo di emergenza Covid diventi essenziale la tutela dei lavoratori delle telecomunicazioni, ma preannuncia anche un parziale ripensamento dell’iniziativa parlamentare. ‘’Allo stesso modo – rileva – credo sia importante tutelare gli interessi dei consumatori con la portabilità. In queste ore si sta valutando la situazione migliore affinché non si penalizzino utenti, lavoratori e operatori’’.

Alberto Airola (foto Olycom)

Airola ricorda che da sempre il movimento si è speso per una rete pubblica , come quella che sta costruendo Open Fiber ( controllata da Cdp e Enel), grazie anche ai bandi di Infratel. ‘’Il progetto – aggiunge – non è cambiato e non cambierà certo ora a causa dell’emergenza. Ma anzi, terminata la crisi, sarà potenziato nell’interesse dei cittadini, che hanno potuto toccare con mano quanto sia fondamentale avere a disposizione un’infrastruttura di rete adeguata alle necessità di un Paese tecnologicamente avanzato.’’

Intanto si starebbe anche affacciando una presa di distanze della Lega e per contro una convergenza del PD sull’emendamento del M5S, che potrebbe diventare un emendamento della maggioranza legato esclusivamente all’emergenza Coronavirus.

Tutte le associazioni dei consumatori, da ‘Altroconsumo’ al ‘Centro Consumatori’, hanno comunque contestato l’iniziativa perché verrebbero introdotte misure anti-competitive a danno dei consumatori. In particolare respingono la correlazione tra portabilità e sicurezza delle persone, che porta invece i sindacati di categoria ad appoggiare in parte il provvisorio blocco della portabilità. Secondo le associazioni invece sia le migrazioni da rete fissa che da rete mobile possono essere realizzate on line e si introduce soltanto uno status quo, che favorisce chi ha più clienti e non la concorrenza.

In effetti la maggiore telco, Tim, nel 2019 ha subito una progressiva contrazione dei volumi sul fisso ( -1,15 milioni di linee) e una perdita di oltre 650 mila clienti per la concorrenza di altri provider come Open Fiber e Fastweb sul fisso e Iliad sul mobile. Un blocco della portabilità fermerebbe anche la migrazione ad altri competitor.
Fastweb si è premurata a scrivere all’Agcom, sottolineando che il ‘’blocco’’ è in contrasto con la necessità delle famiglie e le imprese di aumentare le connessioni sia per le attività scolastiche on line che l’espansione dello smart working. Anche Iliad ha espresso ufficialmente ad Agcom e al Ministero dello sviluppo economico la contrarietà all’eventuale blocco della portabilità tra operatori di telefonia mobile, un processo che è ormai totalmente automatizzato e la sottoscrizione può essere effettuata dagli utenti direttamente on line, senza bisogno di recarsi in alcun negozio.

Luigi Gubitosi, ceo di Tim, Benedetto Levi, ceo di Iliad, Alberto Calcagno, ceo di Fasweb, e Aldo Bisio, ceo di Vodafone Italia

Inoltre più in generale il blocco, come formulato dai due emendamenti, contraddice lo stesso articolo del decreto ‘’Cura Italia’’ che intende sottolineare il valore strategico delle imprese di telecomunicazione, proprio nel momento dell’emergenza, che richiede un rafforzamento delle infrastrutture e l’ allargamento dell’implementazione di reti.

Infine si mantiene piuttosto neutrale Vodafone che si limita a riconoscere come per la portabilità fissa debbano comunque uscire dei tecnici per portare la fibra o comunque per effettuare eventuali controlli. La stessa Vodafone è del resto già intervenuta con efficacia per assicurare la sicurezza ai lavoratori e al tempo stesso mantenere l’efficienza dei servizi. In particolare ha ridotto da 500 a 50 i negozi che forniscono servizi di assistenza diretta. Ben 6000 persone operano da casa con lo smart working. Anche il Call Center è stato completamente ‘’remotizzato’’.

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