Inpgi2, Marciano: allo studio nuovi interventi ma serve prudenza. Rete in tilt ma priorità mantenute

“Abbiamo allo studio ulteriori interventi per gli iscritti Inpgi2, ma allo stesso tempo è necessaria prudenza da parte nostra e tenere sotto controllo tutta una serie di variabili, da cui l’equilibrio della nostra cassa non può né deve prescindere”. E’ con queste parole che il consigliere della gestione separata Inpgi2, Massimo Marciano annuncia la possibilità di nuovi interventi nel prossimo futuro da parte della cassa previdenziale a favore dei giornalisti autonomi, e fa un primissimo quadro di come stanno andando le cose sul fronte delle iniziative appena avviate.

“Per poter misurare correttamente l’ammontare praticabile dei nostri impegni dobbiamo innanzi tutto avere un quadro più preciso del numero dei richiedenti, che si misura comunque in decine di migliaia, e delle loro caratteristiche, anche sotto il profilo reddituale” sottolinea. A neanche 24 ore dall’apertura delle domande per accedere alle misure messe a punto da governo e da Inpgi2 per i giornalisti free lance e co.co.co, l’istituto ha già avviato a tal fine un monitoraggio settimanale costante dei richiedenti.

Non mancano naturalmente le critiche da parte di alcuni sull’ammontare ritenuto esiguo delle misure messe in campo rispetto al fabbisogno e sul fatto che si tratta al momento di iniziative che produrranno effetti solo tra qualche mese. E’ il caso di un duro attacco giunto dalle pagine de Il fatto quotidiano non più tardi di due giorni fa, secondo cui a fronte dei 42 milioni di euro annunciati dall’istituto per iniziative di sostegno al reddito, ne verranno utilizzati circa 10, secondo i loro calcoli. “Di queste critiche non tengo particolare conto” esordisce Marciano, che non si sottrae comunque dallo spiegare il perché di questo sfasamento temporale tra la domanda per il bonus e il versamento del dovuto (previsto a luglio) e degli ammontari per ora stanziati. “Per quanto riguarda il bonus è un fattore esclusivamente tecnico – osserva -. I 500 euro che Inpgi2 offre come una tantum devono passare al vaglio e avere l’approvazione ministeriale, che attendiamo in tempi strettissimi, per quanto riguarda la defiscalizzazione. In linea con quanto richiesto dal presidente dell’Adepp, l’associazione delle casse previdenziali private, Alberto Oliveti, sul fatto che tutte le erogazioni degli enti privati siano esentasse, come quelle governative. Senza questo via libera, potremmo anche distribuire subito i 500 euro di una tantum, ma il giornalista ci dovrebbe pagare sopra l’Irpef, e non mi sembra una buona idea”. Va detto poi, prosegue il consigliere Inpgi2, che il bonus è cumulabile a quello di 600 euro per marzo disposto dal governo. Marciano ricorda quindi che in merito al Prestito solidale, altra misura ritenuta troppo timida dal quotidiano, l’ammontare concesso è messo in relazione a due parametri: la perdita di reddito nei trimestri di riferimento e l’anzianità contributiva dei richiedenti.

” Non bisogna dimenticare poi che nel frattempo andremo incontro ad una fase di minori incassi, per effetto delle dilazioni assicurate nei pagamenti contributivi – osserva -. Decine di migliaia di colleghi potranno ritardare i pagamenti e rateizzarli. Non va ignorato inoltre che gli interventi assicurati dal decreto Cura Italia, a cominciare dal bonus da 600 euro per il mese di marzo che potrà essere aumentato a partire da aprile, devono essere anticipati dalla nostra cassa previdenziale e solo in un secondo momento ristorati dallo Stato. E che blocchiamo 10 milioni nel Fondo di garanzia. Tutto questo ci impone la prudenza del buon padre di famiglia. Siamo nella condizione, per dire, di chi non riceve lo stipendio e deve pagare anche le bollette del vicino”.

Nel frattempo le domande per le misure in campo sono state avviate. Non senza problemi. “Tutti gli enti, a cominciare dall’Inps si sono preoccupati di chiedere per tempo ai gestori delle reti un allargamento della banda – spiega Marciano -, purtroppo l’allargamento ottenuto non è bastato ad evitare colli di bottiglia ed intasamenti importanti. Per quanto riguarda Inpgi2 se qualcuno non è riuscito a mandare la mail di adesione la scorsa notte, va detto che se al momento del reinvio si unisce la mail con il messaggio di mancato inoltro, si tiene conto della data e dell’ora di quest’ultimo”.

Come consiglieri, aggiunge “siamo tutti cercando di dare tutto il nostro aiuto. Ricevo personalmente circa 300 mail al giorno, oltre alle telefonate di colleghi da tutta Italia. Cerchiamo di dare risposte a tutti, ma ho difficoltà come singolo a dare risposte private a ciascuno. L’Fnsi ci aiuta pubblicando sul suo sito una serie di Faq di servizio, tenedole continuamente aggiornate. Aggiorniamo anche il nostro sito e inviamo news letter ai nostri iscritti. Anche questa chiacchierata – conclude – ci aiuta a dare risposte a dubbi ed è utile”.

 

 

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