Tristi, confusi e con la nostalgia di un abbraccio. Studenti.it racconta i ragazzi durante l’emergenza Covid-19

Tristi, confusi, con una gran voglia di essere ascoltati. Sono questi gli stati d’animo che accompagnano 8 ragazzi italiani su 10 dopo più di un mese di chiusura delle scuole a causa dell’emergenza sanitaria per il Coronavirus. A raccontarlo un’indagine condotta dal portale Studenti.it,alla quale hanno partecipato più di 10mila ragazzi.

Guardando nel dettaglio i numeri, solo il 21% degli studenti ritiene di essere sereno, mentre il 79% non sta al meglio: il 23,3% si definisce stressato, il 14,9% depresso, il 13,4% confuso, il 12,5% triste e, infine, il 10,5% apatico.

A pesare maggiormente, per il 28,6% degli intervistati, è soprattutto la prospettiva di altre settimane di quarantena, per il 24% la causa dello stress sono le preoccupazioni scolastiche; il 22% soffre il non poter uscire, mentre sul 20,2% pesano le notizie che arrivano quotidianamente.

Quattro su 10 sentono la mancanza di un abbraccio con le persone care; al 26,5% la possibilità di uscire di casa. Lo sport manca al 12,4% degli intervistati, al 10,6% non manca nulla, mentre l’8,5% ha soprattutto nostalgia della scuola.

cco (Photo by Annie Spratt on Unsplash)

La scuola è uno degli elementi centrali nelle riflessioni che il brand Mondadori ha raccolto. Se l’iniziale notizia della loro chiusura era stata accolta con euforia dal 26% degli studenti, il 43,4% di loro si è subito preoccupato, mentre al 13,2% l’evento ha provocato uno stato d’ansia.
La didattica digitale, causata dalla quarantena, ha contribuito però a cambiare anche il rapporto con i professori: secondo il 28% degli intervistati è migliorato, mentre per il 45% è rimasto uguale. Per il 27% invece è cambiato in peggio.

I ragazzi sono preoccupati per come e quanto potrà incidere l’emergenza sanitaria sulla condizione economica delle loro famiglie. Il 46,6% degli studenti è convinto che la quarantena peserà sulle finanze di casa e solo il 22,5% di loro è tranquillo su questa tematica.

Pensando al futuro, il tema più sentito è la situazione economica dell’Italia (29%), cui segue il timore che possa verificarsi una nuova emergenza sanitaria (20%). Il 17,7% è preoccupato dalla prospettiva del verificarsi di altre catastrofi dovute alla fragilità ambientale e, infine, per il 12% torna la preoccupazione per la situazione economica della propria famiglia. Solo il 10% si definisce ottimista.

E dopo il Covid-19? Per il 32,8% vivremo con un maggiore senso di precarietà, ma per il 24,6% dei ragazzi ci sentiremo più uniti e per l’11% di loro ci sarà una maggiore attenzione all’ambiente. Il restante 29,9% pensa che non cambierà nulla e prevede un totale ritorno alla normalità.

In queste settimane la fiducia ai ragazzi l’hanno data e la danno gli adulti con il loro buon esempio: per il 22,6% degli intervistati per la capacità di reagire a cui hanno assistito e per il 21,8% per la solidarietà tra gli italiani che è emersa in questo frangente.

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