Botta e risposta tra portavoce ministero Difesa russo e La Stampa. Martella: in Italia irrinunciabile libertà stampa

Toni da guerra fredda nel duro botta e risposta tra il portavoce del ministero della Difesa russo e La Stampa dopo un’inchiesta pubblicata il 1° aprile dal quotidiano torinese sugli aiuti di Mosca all’Italia.

Nell’articolo, firmato da Jacopo Iacoboni, Natalia Antenalava, Cecilia Butini, si rilevava tra l’altro – con un intervento dell’ex capo di azione rapida della Nato De Bretton-Gordon – la stranezza che tra i soccorritori russi siano schierati esperti di guerra chimico biologica e, citando fonti russe, si parlava anche della possibilità di una “raccolta di intelligence”.

 

La reazione di Igor Konashenkov, general maggiore e rappresentante ufficiale del ministero della Difesa russo, di cui pubblichiamo la lettera, è stata durissima accusando la Stampa di diffondere fake news antirusse e si conclude con un minaccioso consiglio: “Qui fodit foveam, incidet in eam (chi scava una fossa al prossimo ci finirà prima). O, per essere ancora più chiari: Bad penny always comes back”.

“Abbiamo notato i tentativi della testata italiana La Stampa, in corso ormai da due settimane, di screditare, la missione inviata dalla Russia in risposta alla richiesta di aiuto al popolo italiano, colpito dalla disgrazia. Nascondendosi dietro agli ideali della libertà di parola e del pluralismo di opinioni, nei suoi articoli La Stampa manipola i fake russofobi della peggior specie dell’epoca della guerra fredda, citando non meglio definiti “pareri” di anonime “fonti altolocate”. Nel farlo, La Stampa non disdegna di far ricorso a qualunque invenzione dei propri autori, seguendo le linee guida dei manuali di propaganda antisovietica, a quanto pare, non ancora marciti.

Per esempio, le attrezzature russe per la lotta alle infezioni virali inviate in Italia sono state immediatamente definite da La Stampa, citando l’opinione di uno sconosciuto caporale delle vittorie mancate in pensione, come “inutile”. La maggior parte dei medici ed epidemiologi russi sono stati definiti dalla testata come specialisti di guerre biologiche. Quelli che non hanno avuto l’onore di venire inseriti in questa categoria sono prevedibilmente stati catalogati come emissari dello spionaggio militare russo (GRU).

Nonostante le sensazionali rivelazioni de La Stampa, mentre vengono pubblicate queste speculazioni forzate, gli epidemiologi russi stanno eliminando dalla mattina alla sera il Covid-19 nelle residenze per anziani di Bergamo, insieme ai loro colleghi italiani. E I medici militari russi ogni giorno, spalla a spalla con I militari italiani, creano non “reti di agenti”, ma reparti di terapia intensiva per salvare I cittadini italiani colpiti dal virus nella nuova struttura da campo di Bergamo. Tutto questo viene fatto con l’aiuto delle attrezzature e tecnologie russe, giudicate inutili dalle fonti della testata.

Contrariamente ai fake propinati da La Stampa, gli obiettivi della missione russa del 2020 a Bergamo sono aperti, concreti, trasparenti e puri. Si tratta di aiutare il popolo italiano che si è trovato in difficoltà per via della pandemia di Covid-19, senza chiedere nulla in cambio. E il miglior premio per gli sforzi degli specialisti militari russi saranno le vite e la salute salvati del maggior numero possibile di cittadini della eterna (così nel testo) Repubblica Italiana.

Nessun attacco a deviare dallo svolgimento di questa nobile missione e a dubitare che la nostra causa sia quella giusta.

Per quanto concerne I committenti veri della campagna mediatica russofoba di La Stampa, che ci sono noti, consigliamo loro di imparare un’antica saggezza: Qui fodit foveam, incidet in eam (chi scava una fossa al prossimo ci finirà prima). O, per essere ancora più chiari: Bad penny always comes back”.

Immediata la ferma replica del direttore, Maurizio Molinari, e del Cdr del giornale
“Il nostro giornale ha descritto gli aiuti russi all’Italia contro la pandemia al pari di quelli giunti da altri Paesi: come una dimostrazione di amicizia e solidarietà in un momento drammatico di difficoltà per il Paese. Al tempo stesso alcuni nostri articoli hanno riportato dubbi e perplessità, italiane e non, sulla possibile presenza nella missione russa di militari impegnati in missioni di intelligence. Si tratta di due aspetti della stessa notizia che i nostri giornalisti hanno affrontato con pari professionalità. Ci dispiace e sorprende che tale esempio di libertà di informazione abbia suscitato la forte irritazione del ministero della Difesa russo. E siamo convinti che la forza del legame fra Italia e Russia, testimoniato dall’attuale cooperazione contro il virus, non possa essere indebolito dal lampante mancato rispetto per il diritto di cronaca che traspare dagli espliciti insulti ricevuti dal general maggiore Igor Konashenkov”.

“Il Comitato di redazione de La Stampa esprime sdegno per il grave attacco del ministero della Difesa russo al nostro giornale e al giornalista Jacopo Iacoboni. Il collega negli scorsi giorni ha pubblicato una serie di articoli sollevando alcuni dubbi sul contingente giunto dalla Russia per aiutare il nostro Paese nell’emergenza coronavirus. Dubbi suffragati da alte fonti politiche e da esperti militari e dell’intelligence. Il rappresentante del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, ha accusato La Stampa di manipolare “fake russofobi della peggior specie” e di seguire “le linee guida dei manuali di propaganda antisovietica”. Infine la minaccia al nostro giornale:

“Qui fodit foveam, incidet in eam (chi scava una fossa prima o poi ci finirà dentro).” Un’autentica intimidazione che ancora una volta conferma – se mai ce ne fosse stato il bisogno – gli strumenti con i quali la Russia controlla l’informazione, e non solo. Ma soprattutto il tentativo inaccettabile di esportare questi metodi fuori dai loro confini, nel nostro Paese, in Europa. Un fatto che rischia di diventare un grave precedente se il nostro Governo non chiederà immediati chiarimenti. E soprattutto le necessarie scuse”.

Nel primo pomeriggio è arrivato anche il commento dei ministeri della Difesa e degli Esteri, in una nota congiunta. L’Italia è grata alla Russia per gli aiuti ma allo stesso tempo “non si può non biasimare il tono inopportuno di certe espressioni utilizzate dal portavoce del ministero della Difesa russo nei confronti di alcuni articoli della stampa italiana. La libertà di espressione e il diritto di critica sono valori fondamentali del nostro Paese, così come il diritto di replica. In questo momento di emergenza globale il compito di controllo e di analisi della libera stampa rimane più che mai essenziale”.

Martella: in Italia irrinunciabile libertà stampa
“In questa fase di piena pandemia, l’aiuto e la reciproca solidarietà tra Paesi sono elementi irrinunciabili. Ma l`Italia è un Paese in cui è irrinunciabile anche la libertà di stampa, sancita dalla nostra Costituzione”.
Lo scrive su Twitter il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Andrea Martella, con un chiaro riferimento, pur non esplicitato, alle accuse della Russia al quotidiano ‘La Stampa’.

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