Social Content Factory: da content producer a content curator, la leva video protagonista della comunicazione ai tempi di covid-19

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Nello scenario attuale ciascuno di questi attori ha visto cambiare le proprie priorità, come anche le modalità di lavoro. Oggi più che mai, una comunicazione interna ed esterna ben organizzata è di fondamentale importanza: intranet, web e social media stanno acquisendo un ruolo cruciale nel veicolare contenuti, siano essi di carattere informativo o pubblicitario; occorre saper trasmettere messaggi in modo responsabile e consapevole delle difficoltà, mantenendo le persone al centro. E proprio in questo panorama si colloca anche la leva video.
Uno strumento ora più che mai fondamentale. In una fase storica di distanziamento sociale forzato infatti, VEDERE piuttosto che leggere o ascoltare è confortante per le persone; ce lo dimostra l’esplosione delle video chiamate che riescono ad avvicinarci. Ecco perchè i contenuti in questo momento devono essere sempre di più video.

Tra lavoro da remoto, budget di investimento fluidi e scarse possibilità di eseguire riprese originali, Social Content Factory si è posta una domanda: come adattarsi a questo nuovo contesto per poter offrire ai brand una content strategy di qualità ma sempre economicamente sostenibile? Da un lato siamo al lavoro studiando modalità per tornare a produrre riprese originali quando, progressivamente, si potrà ricominciare a circolare; in questo senso sono in sviluppo soluzioni tecnologiche per trasformare le produzioni live in broadcast globali per piattaforme di streaming come YouTube o Facebook. Strumenti a servizio anche di conferenze, seminari e corsi di formazione dove tutta l’attrezzatura video è racchiusa in un singolo dispositivo compatto.

Dall’altro lato, senza inventare nulla, le soluzioni ci sono date da formati video che si basano su stock footage o che valorizzano gli archivi aziendali, riportando magari alla luce materiali realizzati da e per i brand nel corso degli anni. Motion graphics, speed drawing e podcast inoltre rappresentano tecniche particolarmente attuali che consentono di fornire soluzioni virtuose anche in presenza di piccoli budget.
La situazione attuale, infine, ha permesso lo studio di nuovi e interessanti formati: Social Content Factory sta sperimentando per alcuni nuovi clienti lo Skype emotional storytelling, un innovativo linguaggio che, attraverso il coinvolgimento attivo di persone dell’azienda, porterà alla produzione di contenuti per la comunicazione esterna nei quali la creatività parte dalle modalità di talk e di messa in scena. Con un unico fattor comune: sentirsi più vicini agli altri, anche se lontani.


“In un momento di emergenza come questo abbiamo pensato prima di tutto di restituire qualcosa alla collettività facendo la nostra piccola parte al fianco di Humanitas, cliente con cui lavoriamo da anni, a cui abbiamo dato supporto nel potenziamento delle terapie intensive. Nella nuova situazione in cui ci troviamo a lavorare ai tempi del Coronavirus dobbiamo abituarci sempre di più ad essere non solo produttori classici di contenuti, ma anche curatori. Dobbiamo vederci come dei sarti con la missione di trovare soluzioni cucite su misura in un momento in cui le materie prime scarseggiano, talvolta riportando al centro anche il lato tecnico del nostro mestiere quando si tratta ad esempio, come ci sta accadendo spesso, di supportare le aziende nel trasformare eventi fisici in eventi streaming video.” – dichiara Andrea Stagnitto, Founder & Creative Director di Social Content Factory.
È quindi adattandosi a questo nuovo scenario che Social Content Factory continua ad ascoltare e rispondere alle sempre più sfidanti esigenze comunicative dei brand. Tra partner ormai storici e nuove importanti collaborazioni in fase di lancio, Social Content Factory prosegue la sua attività con entusiasmo ma anche con alcune novità d’agenzia: prime fra tutte, il restyling del sito web www.socialcontentfactory.it .

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