Ungheria, giornalisti preoccupati dopo il decreto di Orban: difficile fare informazione obiettiva della pandemia

I giornalisti ungheresi sono preoccupati. Alcuni di loro, parlando al Guardian, affermano che le nuove misure stabilite dal premier Orban, apparentemente per combattere il coronavirus, renderanno più difficile fare informazione obiettiva della pandemia e li lasceranno esposti al rischio di cause, multe e al carcere.

Le misure, in vigore da lunedì, sono state ampiamente criticate per i vasti poteri che consegnano al primo ministro nazionalista, Viktor Orbán. Una parte del disegno di legge prevede pene detentive fino a cinque anni per coloro che diffondono disinformazione e fake-news durante la pandemia.

Viktor Orban (Foto Ansa – EPA/Tamas Kovacs)

I giornalisti del paese affermano che la nuova legge viene già utilizzata per negare loro l’accesso alle informazioni e, a volte, per minacciarli.

Un giornalista con sede a Budapest, che ha richiesto l’anonimato data l’attuale situazione nel paese, ha affermato di aver chiamato un ospedale durante il fine settimana per avere conferme di una notizia relativa a un gruppo di medici che avrebbero contratto il coronavirus . “Pochi minuti dopo, il responsabile della comunicazione dell’ospedale mi ha richiamato e mi ha chiesto se ero proprio sicuro che fosse una buona idea domandare cose del genere alla luce delle nuove misure di legge”. Praticamente una minaccia, conclude il giornalista parlando al Guardian. (Askanews)

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