Coronavirus: entro il 15 aprile il piano europeo per l’app di tracciamento

Limitare l’uso dei dati personali a fini medici, stabilire tecniche di raccolta col bluetooth, garantire il rispetto dei diritti fondamentali e la collaborazione tra autorità sanitarie pubbliche e l’Ue: sono le raccomandazioni di Bruxelles ai governi Ue per lo sviluppo di app di tracciamento per la pandemia.

Gli Stati membri sono chiamati entro il 15 aprile a mettere nero su bianco una ‘cassetta degli attrezzi’ per allineare le app nazionali che serviranno a tracciare la diffusione del contagio e guidare le strategie per la graduale uscita dalla quarantena.

cco (Photo by Martin Sanchez on Unsplash)

In cima alle linee rosse della Commissione Ue c’è il rispetto della privacy e dei diritti fondamentali. Tutte le app devono “limitare rigorosamente il trattamento dei dati personali ai fini della lotta contro il Covid-19 e garantire che non vengano utilizzati per altri scopi, di ordine pubblico o commerciale”, scrive l’esecutivo comunitario, che mette anche in guardia da possibili implicazioni relative alla stigmatizzazione di gruppi sociali.

I governi, raccomanda ancora Bruxelles, devono “adottare misure per garantire che i dati, una volta terminata la loro utilità, vengano irreversibilmente distrutti”, fatto salvo un loro alto valore scientifico. Sui requisiti tecnici delle app, la Commissione Ue chiede di fare ricorso a metodologie “efficaci” ma “meno invasive” e menziona il bluetooth per stabilire la prossimità del dispositivo, e la crittografia per garantire la riservatezza. I meccanismi di governance delle app devono essere applicati dai governi “insieme alle autorità sanitarie pubbliche e in cooperazione con il centro europeo per la prevenzione delle malattie (Ecdc)”, aggiunge Bruxelles, che tra le priorità inserisce anche la “condivisione dei dati” tra governi, enti pubblici epidemiologici, le autorità sanitarie e istituti di ricerca.

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