Aie su Bonus 18app: usare soldi per i tablet significa toglierli a giovani e famiglie

L’Associazione Italiana Editori (Aie) chiede che la 18app, il bonus destinato ai nati nel 2000 per libri ed eventi culturali di vario genere, rimanga uno strumento a sostegno dei consumi culturali dei giovani. La richiesta avviene in risposta all’ipotesi avanzata oggi, 9 aprile 2020, di utilizzare la 18app per l’acquisto di dotazioni tecnologiche per la didattica a distanza.

Ricardo Franco Levi (Foto Ansa EPA/MALTON DIBRA)

“Il punto è che alla giusta e legittima richiesta degli studenti bisognosi di poter avere gli strumenti per accedere a Internet per la didattica a distanza – spiega il presidente di Aie, Ricardo Franco
Levi – si deve rispondere con i fondi del ministero dell’Istruzione, magari in concorso con il ministero dell’Innovazione. Se non bastano gli 85 milioni già stanziati, non si possono prendere questi soldi dalla 18App che serve ai giovani per la cultura, in particolare per comperare libri, in gran parte testi universitari, e alle loro famiglie come aiuto per far fronte alle spese dell’educazione superiore dei
loro figli”.

“Se i soldi per i tablet si prendono dalla 18App – conclude Levi – la verità è che non li metterebbe lo Stato, ma le famiglie. Un vero imbroglio”.

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