Coronavirus, Fnsi: governo sostenga l’informazione, no all’abuso della cassa integrazione in deroga

“La Giunta Esecutiva della Federazione nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) e la Consulta delle Associazioni regionali di stampa, alla luce delle misure prese dal governo per affrontare l’emergenza Covid-19, chiedono con forza all’esecutivo e ai ministeri competenti di prevedere nuove e più incisive misure di sostegno, intervenendo in maniera coerente e decisa sul settore dell’informazione”. E’ quanto si legge in una nota.

“Se l’informazione, come riconosciuto dal governo, è un bene pubblico essenziale, vanno previsti interventi mirati – specifica la nota della Fnsi – per consentire la prosecuzione dell’attività e garantire il futuro degli organi di stampa e la salvaguardia dell’occupazione dei giornalisti e degli altri addetti”. In particolare, la Federazione della stampa chiede al governo di prevedere la sua partecipare ai tavoli di confronto con le parti sociali per la definizione degli interventi per fronteggiare la crisi. Nello specifico, la Federazione spiega che “prevedere la definizione di uno strumento speciale, come la cassa integrazione in deroga, per affrontare la situazione di crisi non può significare, automaticamente, che l’emergenza Covid-19 debba pesare sulle retribuzioni e sul percorso previdenziale dei singoli giornalisti. Le risorse per la contribuzione figurativa, anche in questo frangente, devono essere destinate all’ente previdenziale di categoria, l’Inpgi” e non all’Inps come prevede oggi la normativa. La Fnsi chiede quindi al Governo di “definire in via normativa l’assegnazione all’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani delle risorse per la contribuzione figurativa”.

La Federazione della Stampa giudica “apprezzabile” che il Governo abbia riconosciuto il ruolo delle parti sociali prevedendo che “gli ammortizzatori sociali speciali COVID-19 debbano essere autorizzati solo con accordo sindacale. Un impegno che va ribadito anche in altre iniziative da assumersi nelle singole aziende per gestire l’emergenza, come per esempio, l’utilizzo delle ferie, arretrate e correnti. Il sindacato dei giornalisti – conclude la nota – non è disponibile ad assecondare gli editori e le loro organizzazioni datoriali in iniziative unilaterali, in forzature interpretative delle norme e nella rincorsa strumentale a ogni forma di sussidio pubblico per fare cassa e tagliare il costo del lavoro”.

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