In vigilanza Rai alle 16 le proteste per la conferenza stampa di Conte. Convocazione informale del presidente Barachini

La conferenza stampa del presidente del consiglio Giuseppe Conte di venerdì 10 aprile dopo aver scatenato le ire e proteste dell’opposizione (tra l’altro per l’accusa lanciata alla Meloni e Salvini di diffondere fake news), arriva oggi alla Commissione parlamentare di vigilanza Rai, convocata per una riunione informale dal presidente Barachini. Non c’è un ordine del giorno ma ci si può immaginare che essendo che l’intemerata di Conte contro l’opposizione e’ andata in onda sulla Rai a reti unificate, la vigilanza possa ragionare sulla possibilità di dare spazio ai membri dell’opposizione all’interno di programmi Rai come atto compensativo. Un’azione diplomatica per recuperare i rapporti con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia in un momento così drammatico per il Paese in cui le baruffe tra i partiti politici sembrano veramente inopportune e insensate.

Alberto Barachini (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

In ogni caso sembra arrivato al capolinea il modo anomalo di gestire la informazione e la comunicazione del governo che ha come protagonista Rocco Casalino che ricopre il ruolo dello spin doctor, del portavoce e del capo ufficio stampa, con una sovrapposizione di ruoli anomala per una istituzione come il governo di una Repubblica democratica. Dopo l’esplosione di polemiche tra Conte e l’ opposizione Casalino non contento, ha diffuso una nota firmata ‘Ufficio Stampa Palazzo Chigi’ in cui risponde alle contestazioni fatte ( il testo è qui’ sotto). Un atto di forza molto dannoso per il capo del governo. Come si vede dalla reazione del portavoce di Forza Italia, il senatore Giorgio Mule’ che ha dichiarato all’AdnKronos: “Con la nota odierna a firma dell’ ‘Ufficio stampa di Palazzo Chigi’ celebriamo la nascita di un organismo politico sconosciuto all’ordinamento italiano…..È evidente che ci troviamo davanti a una sgrammaticatura istituzionale che non può essere sfuggita al presidente del Consiglio e che ne è totalmente responsabile”.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (D) con il suo portavoce Rocco Casalino (S) a Bruxelles, 11 settembre 2019. Il premier, il giorno dopo aver ottenuto la fiducia del Senato per il suo nuovo governo, è volato a Bruxelles per una serie di colloqui, da von der Leyen a Juncker. “L’Italia oggi è più forte – scrive su Conte Facebook – e con il nuovo Governo intendiamo svolgere un ruolo di primo piano in questa fase di rinnovamento dell’Unione europea”. ANSA/FILIPPO ATTILI/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI
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COMUNICATO UFFICIO STAMPA CHIGI

“Alla luce del dibattito che sistematicamente si crea intorno alle conferenze stampa del Presidente del Consiglio, riteniamo doveroso fare alcune precisazioni:

1. Non c’è stata alcuna Conferenza Stampa a reti unificate. Palazzo Chigi non ha mai chiesto che la conferenza stampa venisse trasmessa a reti unificate; e infatti è stata trasmessa solo da alcuni canali tv e solo per una parte e non interamente.

2. tutti gli interventi del Presidente del Consiglio si sono sempre svolti secondo le consuete modalità e, in particolare, nella forma di conferenze stampa, salvo qualche rara eccezione.
Sin dall’inizio del primo mandato del Presidente Conte, dal giugno 2018, Palazzo Chigi trasmette il segnale audio video in Hd mettendolo a disposizione di tutti e di tutte le reti televisive, le quali liberamente decidono se e cosa mandare in onda sui propri canali. Lo stesso è avvenuto in occasione delle dichiarazioni alla stampa di sabato 21 marzo (per le quali alcuni hanno parlato, del tutto impropriamente, di ‘diretta facebook’) e della conferenza stampa di venerdì 10 aprile (per la quale alcuni, anche qui del tutto impropriamente, hanno parlato di “discorso alla nazione a reti unificate”).

In particolare il 10 aprile il Presidente del Consiglio ha tenuto una conferenza stampa, come tante altre volte avvenuto in queste settimane. E come ogni volta ha illustrato i provvedimenti adottati, ha spiegato e chiarito i fatti più rilevanti e ha risposto a tutte le domande dei giornalisti, tanto sull’emergenza coronavirus quanto sul Mes.
Nell’occasione ha smentito vere e proprie fake news che rischiavano di alimentare divisioni nel Paese e di danneggiarlo, compromettendo il “senso di comunità”, fondamentale soprattutto in questa fase di emergenza.
In conclusione, anche questa volta non c’è stata richiesta, da parte della Presidenza del Consiglio, di trasmettere un discorso alla nazione a reti unificate.
La decisione di trasmettere o meno le conferenze stampa del Presidente del Consiglio spetterà – come è sempre stato – sempre e solo ai responsabili delle singole testate giornalistiche. Questi ultimi sono anche liberi di sostenere la singolare opinione secondo cui il Presidente del Consiglio non dovrebbe smentire fake news e calunnie nel corso di una conferenza stampa rivolta al Paese, nè dovrebbe parlare di un tema rilevante e di interesse generale come il Mes. Facciamo notare, infine, che Conte non avrebbe potuto evitare di affrontare nè il tema del Mes nè quello delle fakenews veicolate dell’opposizione, visto che entrambi i temi sono poi stati oggetto delle domande poste dai giornalisti. A conferma del fatto che si tratta di argomenti di interesse generale. Ufficio Stampa Chigi”.

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