Rai, in Vigilanza nuova richiesta accesso ad atti su elezione Foa. Le reazioni di Fedeli (Pd), Anzaldi (IV), Di Nicola (M5s)

“A fronte dei pochi secondi che il presidente del Consiglio Conte ha riservato a Salvini e Meloni nell’ambito di una conferenza stampa sulle ulteriori misure adottate dal governo per far fronte al coronavirus, assolutamente impropria, sproporzionata e quindi inaccettabile risulta l’iniziativa assunta, come da lui stesso ammesso, dal presidente della Rai Foa di offrire ai due leader della destra ben 12 minuti di spazio in voce nelle principali edizioni dei Tg di sabato scorso”. Lo afferma Valeria Fedeli, capogruppo Pd in Vigilanza Rai, durante la riunione informale dell’ufficio di presidenza della commissione.

Valeria Fedeli (Foto: Olycom)

“Altrettanto grave – aggiunge – la lettera che, assumendo un’iniziativa del tutto personale e senza alcuna condivisione con gli altri componenti della commissione, l’onorevole Barachini, nel suo ruolo di presidente, ha inviato ai vertici di Viale Mazzini per reclamare un presunto diritto di replica per conto di chi già occupa abbondantemente i palinsesti di tutte le reti del servizio pubblico. Una vicenda, nel suo complesso, talmente grave e lesiva del pluralismo informativo e del diritto dei cittadini a un’informazione corretta, completa ed equilibrata che la discussione in merito non può certo dirsi esaurita con la riunione informale della commissione che si è svolta questo pomeriggio”.

“Per questo – conclude – ho chiesto che la Vigilanza venga convocata quanto prima. Tante sono le questioni su cui è necessario che la Vigilanza si riunisca: penso al tema del riconteggio delle schede che hanno portato all’elezione del presidente Foa e su cui pesano forti dubbi di legittimita’ e all’urgenza di conoscere i verbali delle audizioni dello scorso dicembre dello stesso Foa e dell’ad Salini sul tentativo di truffa subito dalla Rai”.

Michele Anzaldi(foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Rai, in Vigilanza nuova richiesta accesso ad atti su elezione Foa. Anzaldi: “Ci sarebbe maggioranza per riconteggio se Crimi dicesse sì”

Ancora una richiesta di accesso agli atti sull’elezione di Vittorio Foa a presidente della Rai: a chiedere oggi in Ufficio di Presidenza il riconteggio delle schede è stata Valeria Fedeli, neo capogruppo Pd in Vigilanza, rilanciando una richiesta più volte avanzata ad esempio da Michele Anzaldi, quella di ricontare le schede dell’elezione di Foa. E stavolta, viene riferito, a dirsi d’accordo è stato anche il centrista Pier Ferdinando Casini.

A questo punto, la palla, sottolinea Michele Anzaldi, sta al M5s che appoggiando la richiesta determinerebbe una maggioranza favorevole al riconteggio: “Come fa il nuovo capo politico dei 5 Stelle, Vito Crimi, l’uomo che ha portato lo streaming negli incontri politici e ha fatto riflettere gli italiani sull’importanza del principio della trasparenza, a non dare una risposta al segretario dell’Usigrai Di Trapani e al presidente dell’Fnsi Giulietti, che chiedono l’accesso agli atti sulla votazione che hanno portato alla nomina di Foa a presidente della Rai? Intende permettere che il suo nome venga associato ad una violazione della legge?”, dicel’esponente di Italia Viva. “Mai come oggi la mancanza di un presidente del servizio pubblico è sotto gli occhi di tutti. Gli appelli e le critiche sulle mancanze del servizio pubblico in questo momento sono giunti da ogni settore della società italiani, dagli intellettuali al giornalismo. Come fa, Crimi, a non ascoltarli?”, conclude Anzaldi.

Primo Di Nicola (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Rai, Di Nicola (M5s): Foa inadeguato, bisogna voltare pagina. Con lui informazione piegata a interessi politici e di parte

“Il presidente Foa mette una pietra tombale sull’autonomia dei giornalisti Rai e mette in seria discussione la sua adeguatezza al ruolo che ricopre. Lo fa tornando a parlare del servizio del Tg1 su Alzano della brava collega Stefania Battistini, che ha firmato un servizio di inchiesta come pochi se ne vedono, purtroppo, nei telegiornali.
Lo fa parlando di cattivo utilizzo di fonti anonime che in questo caso anonime non sono visto che la giornalista, su richiesta dell’interessato, si è doverosamente limitata a tutelare la fonte peraltro perfettamente identificabile, secondo le regole del migliore giornalismo. Mi ero già espresso difendendo l’operato dell’inviata, attaccata dal centrodestra, e torno a farlo anche oggi quando, insieme al Tg1, viene in pratica delegittimata dal suo presidente, cioè da colui che avrebbe il dovere di tutelarla.
Le parole di Foa sono tanto più gravi se si considera che la giornalista, come emerso in più occasioni e ribadito anche nel servizio, ha cercato anche di contattare le strutture sanitarie e politiche tirate in ballo, che non hanno risposto alle sue sollecitazioni. Le parole del presidente pertanto non mortificano solo la giornalista e il suo Tg, ma offendono un’intera categoria e il prestigio del servizio pubblico”. Così, in una nota, il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, Primo Di Nicola, del MoVimento 5 Stelle.

“Purtoppo Foa non si ferma qui”, continua Di Nicola: “Parlando della lettera personale inviata dal presidente della Vigilanza Barachini ai vertici della Rai e delle polemiche sulla conferenza stampa del presidente Conte, con le successive straripanti interviste in tutti i Telegiornali a Salvini e Meloni, definisce la questione chiusa e `normale’ la replica e gli spazi dati alle opposizioni. Con ciò rivelando una concezione dell’informazione piegata agli interessi politici e di parte anche su questo fronte non compatibile con i normali canoni della corretta informazione.
Per tutto questo Foa non è il presidente di garanzia di cui la Rai ha bisogno. E’ arrivato il momento di voltare pagina per non far cadere più in basso il servizio pubblico”.

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