Giro d’Italia: ipotesi partenza al 3 ottobre. Ma resta in dubbio il via da Budapest

Dopo lo slittamento a fine agosto del Tour, si sta ridisegnando il calendario ciclistico internazionale, con il Giro d’Italia che potrebbe prendere il via il prossimo 3 ottobre. Ma è a forte rischio la partenza da Budapest. “L’Ungheria è una situazione ancora aperta – spiega telefonicamente all’Ansa Paolo Bellino, amministratore delegato di Rcs Sport, la società che organizza la corsa rosa – ma è chiaro che aumentare i trasferimenti in questo momento di grande difficoltà e di incertezza assoluta rischia di diventare un problema”.

Paolo Bellino con il trofeo del Giro (Foto Ansa – EPA/Tibor Illyes HUNGARY OUT)

“Noi stiamo lavorando alacremente, prosegue Bellino, per organizzare il miglior Giro d’Italia possibile in questa situazione di emergenza e siamo fiduciosi. Siamo in stretto contatto con le autorità, con gli enti locali e con il Governo: dovranno essere tutte decisioni condivise”.

L’ad di Rcs Sport non è preoccupato per le temperature rigide di fine ottobre: “Sarei più spaventato di non correre il Giro che resta un evento incredibile per tutta l’Italia, questa resta una condizione fuori dall’ordinario. Penso però all’anno scorso: a maggio abbiamo incontrato 19 giornate di maltempo su 21 tappe ed è saltata l’ascesa sul Gavia per la neve. Il livello delle temperature medie a ottobre in Italia è ancora buono”. Bellino, inoltre, rivela che domani è prevista una nuova riunione con l’Uci e che entro il 15 maggio verrà stilato il calendario definitivo.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Tv e relazioni sociali i pilatri del lockdown. Istat: televisione seguita dal 92% dei cittadini “indispensabile canale di aggiornamento”

Tv e relazioni sociali i pilatri del lockdown. Istat: televisione seguita dal 92% dei cittadini “indispensabile canale di aggiornamento”

Rassegne stampa, il Tar conferma la decisione Agcom: non sono riproducibili gli articoli a riproduzione riservata

Rassegne stampa, il Tar conferma la decisione Agcom: non sono riproducibili gli articoli a riproduzione riservata

Cinema, dal Mibact 120 milioni per il settore. Franceschini: servono nuovi investimenti

Cinema, dal Mibact 120 milioni per il settore. Franceschini: servono nuovi investimenti