Diritti tv, botta e risposta Malagò-Serie A. Il presidente Coni: si procede a vista; la replica: lavorare in modo costruttivo

Botta e risposta tra Giovanni Malagò e la Lega Serie A sul tema dei rapporti del calcio con le pay-tv. “Ti rendi conto che a tutt’oggi le televisioni che tirano fuori 1.4 miliardi non hanno nemmeno un pezzo di carta della Lega sulla base del quale sviluppare il tema dell’immediato? Spostiamo avanti di un anno la Melandri? Spalmiamo sulle prossime stagioni? Niente: si procede a vista, per ipotesi, con una conflittualità che danneggia qualsiasi progettualità”, ha detto il presidente del Coni al Corriere dello Sport di oggi.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Questo riferimento ha spinto la Lega a replicare con una nota ufficiale: “La Lega Serie A manifesta stupore per la leggerezza e l’ingerenza del Presidente del Coni Giovanni Malagò nel descrivere i rapporti tra la stessa Lega e i licenziatari dei diritti televisivi. La Lega Serie A, dall’inizio della situazione di emergenza legata all’impatto del Covid-19 sul calcio, è in costante contatto con i broadcaster titolari dei diritti TV. Tali rapporti sono peraltro regolati da chiare previsioni contrattuali. La Lega Serie A è inoltre in continuo aggiornamento con la FIGC e le altre componenti del sistema calcio per vagliare tutte le opzioni possibili, proseguendo allo stesso modo il dialogo con le altre Leghe europee, l’Eca, l’UEFA e la FIFA. Ci si augura, in un momento di grande difficoltà per il Paese, che ogni Istituzione lavori, con senso di responsabilità, in modo costruttivo e propositivo per il bene comune, senza creare, come dice il Presidente del Coni, “conflittualità che danneggino qualsiasi progettualità”.

Paolo Dal Pino, presidente della Lega di Serie A (Foto ANSA/Mourad Balti Touati)

Sky, Dazn e Img hanno pagato il corrispettivo bimestrale fino a marzo-aprile. Ora manca solo l’ultima rata di maggio-giugno (circa 230 milioni tra diritti nazionali ed esteri).
La Serie A è convinta di essere tutelata da clausole contrattuali che non permettono ai titolari dei diritti di non pagare, visto che la mancata disputa delle partite è dovuta a cause non addebitabili alla Lega. Ma, come precisa la Lega nella nota, il contatto con le autorità calcistiche è continuo proprio per capire come concludere la stagione. A quel punto non ci sarebbe alcun danno per le tv.

Bisognerà capire nei prossimi giorni se, in attesa di ulteriori chiarimenti sulla possibile ripresa del campionato, potrà essere concessa una dilazione all’ultimo pagamento delle pay-tv.

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