Covid-19 e pubblicità – P&G: è il momento di spingere sull’acceleratore degli investimenti

L’enfasi della comunicazione punta molto sulla carta igienica, tra i prodotti del largo consumo che hanno avuto una spinta clamorosa dei consumi in era Corona Virus e che dopo qualche problema di assortimento ora è di nuovo presente della gdo Usa. Ma le campagne pianificate e confermate da P&G riguardano un vasto bouquet di prodotti e chiamano in causa il tradizionale mix di mezzi, a partire dalla televisione. Altro che Coca Cola – in pausa ‘etica’ – o il nostro Levissima, che ha scelto di dirottare in azioni benefiche la spesa in marketing e pubblicità. P&G non esita ad aumentare il proprio investimento in comunicazione. A metà aprile in casa Procter & Gamble, del resto, si registra un incremento delle vendite del 5% dei propri prodotti presenti nelle catene di retail. Nel primo trimestre, inoltre, negli Usa il saldo positivo è stato del 10% e questo dato coincide temporalmente col declino dell’8% registrato in Cina.

I manager di P&G non hanno dubbi su quale sia l’atteggiamento giusto. Meglio spingere il piede sull’acceleratore della pubblicità piuttosto che ritrarlo, in un momento in cui l’eventuale, complessiva ridotta disponibilità di prodotti sugli scaffali, potrebbe spingere il cliente finale a sperimentare anche marchi diversi da quelli soliti. Bisogna ricordare loro quanto positiva è l’esperienza che hanno con le marche e non è proprio il momento, quindi, di disertare l’on air. Considerazione supplementare dei manager, l’aumento del consumo dei media è raddoppiato ed esiste così una grande, supplementare opportunità di rafforzare il legame con i propri clienti e con i partner della distribuzione. La spesa per il marketing Q3 di P&G così crescerà del 2% su base annua, trainata da aumenti programmati sul versante dell’health care, del beauty e dei prodotti destinati a tutta la famiglia.

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