Australia obbligherà Google e Facebook a pagare gruppi editoriali. Ne utilizzano i contenuti senza compensi finanziari

L`Australia adotterà nei prossimi mesi una legge che impone a Google e Facebook di condividere i propri ricavi pubblicitari con i gruppi editoriali, visto che questi “colossi” della rete ne utilizzano i contenuti senza compensi finanziari. Il meccanismo, che darà origine a questo pagamento, non è stato ancora dettagliato. L`indennizzo è stimato in milioni di dollari all’anno.

Josh Frydenberg

L`Ufficio del Tesoro ha fatto l’annuncio dopo diversi mesi di discussioni con Google e Facebook su un codice di condotta per rispondere alle rivendicazioni dei gruppi editoriali locali.
Questi ultimi ritengono che le due società americane abbiano una posizione dominante nella pubblicità online, la loro principale fonte di reddito. Si alimentano in parte dei loro contenuti, che non pagherebbero al loro valore equo. Secondo uno studio commissionato dal Ministero del Tesoro, tra l’8 e il 14 per cento delle ricerche su Google contengono un risultato proveniente da un sito di informazioni.(Segue) “Sulla questione fondamentale della remunerazione dei contenuti, che il codice ha cercato di risolvere, non ci sono stati progressi significativi”, ha dichiarato il tesoriere nazionale Josh Frydenberg in una rubrica pubblicata dal quotidiano The Australian.

Il mercato della pubblicità online rappresenta oltre 5 miliardi di dollari all’anno in Australia, un importo più di otto volte superiore rispetto al 2005, ha scritto Frydenberg. Ogni 100 dollari spesi in pubblicità digitale nel Paese, oltre due terzi vanno a Facebook e Google.

Facebook ha espresso “delusione” per l’annuncio del governo, ha assicurato di aver “lavorato duramente per rispettare la scadenza” e “ha investito milioni di dollari a livello locale per supportare gli editori australiani” con mezzi diversi. Google ha dichiarato che continuerà a collaborare ai piani per stabilire un codice di condotta con la stampa. (Askanews)

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